Primo giorno sui banchi per mezzo milione di alunni

RITARDI Da assegnare ancora molti incarichi. Il dirigente: «Solo il 60% dei convocati si presenta»

Questa mattina prima campanella del nuovo anno scolastico. Quasi ovunque, perché grazie all’autonomia scolastica ci sono alcune scuole che hanno aperto i battenti ormai da una settimana. A Milano e provincia (compresa quella di Monza, non ancora autonoma dal punto di vista scolastico) sui banchi di scuola ci saranno oltre mezzo milione di alunni (427.023 statali e 106.048 nelle paritarie). Va detto subito che non è stato facile organizzare la ripresa delle lezioni per un dato di fondo importante: a fronte di un consistente incremento di iscritti (un migliaio in più solo in prima elementare) c’era da fare i conti con i tagli previsti dal ministero. Un sacrificio ridotto al minimo, ma che comunque avrà i suoi effetti sull’organizzazione della didattica. Si temeva in particolare per il tempo pieno alle elementari, ma alla fine quasi tutte le domande delle famiglie sono state accolte, comprese le compresenze. Un fatto che ha fatto rientrare tutte le vertenze coi sindacati, compreso lo sciopero di un’ora di lezione minacciato dalla Cgil appunto per questa mattina. Ripresa dunque in piena regola, e le classi avranno a disposizione la stragrande maggioranza dei docenti necessari. Anche se le operazione di nomina dei supplenti annuali non è finita. Alle scuole mancano ancora insegnanti di lettere, ma soprattutto di matematica e di sostegno (ne mancano 300 solo alle medie). Ancora una volta questo tipo di operazione resta difficile da gestire nonostante i posti a disposizione previsti dai tagli si siano notevolmente ridotti. «Basti un esempio – spiega Francesca Lavizzari, un’esperta dirigente scolastica che coordina questa operazioni -. Per i supplenti di lettere fino allo scorso anno avevamo chiamato oltre 1500 iscritti nelle graduatorie. Quest’anno ci fermeremo a 500». Meno nomine, ma sempre in ritardo. Colpa dei meccanismo vigente. «Normalmente – continua la professoressa Lavizzari – solo il 60 per cento si presenta per scegliere la sede. Quindi troppe convocazioni inutili». Si prevede che le operazioni si concluderanno solo la fine della settimana. E per coprire tutti i posti si dovranno convocare anche gli iscritti nelle «code» delle graduatorie, ossia far venire altri insegnanti dal sud. Ma alle superiori sin da ora c’è un problema in più: prepararsi alla riforma che andrà in vigore secondo i programmi del ministro Mariastella Gelmini dal settembre del 2010. I cambiamenti previsti sono radicali perché prevedono una importante semplificazione degli indirizzi di studio. Ogni scuola dovrà scegliere il tipo di studio da offrire alle famiglie che il prossimo gennaio dovranno iscrivere i figli alla prima classe delle superiori. Una scelta che ragionevolmente dovrà essere effettuata entro Natale. Tempi strettissimi, dunque per decidere, con una complicazione: la riforma per essere attuativa deve ancora completare l’iter parlamentare previsto. Un fatto che lascia a dirigenti scolastici e insegnanti un grande margine di incertezza per valutare le scelte da compiere.
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