Le Province: più poteri nel governo delle coste

Federalismo demaniale. I presidenti rivendicano anche la nomina della Autorità portuale, oggi competenza delle Regioni 

Le Province: più poteri nel governo delle coste

di Andrea B. Nardi

Si è svolto martedì scorso a Genova (Palazzo Doria Spinola) il convegno dell’Upi (Unione province italiane), per esprimere il parere sul disegno di legge di riforma del sistema portuale. Al tavolo, con Giuseppe Castiglione, una decina di presidenti di provincia direttamente interessati alle problematiche portuali. Il ddl che modificherà la legge 84 del 1994, infatti, è in dirittura d’arrivo. «Questa riunione è molto importante - ha sottolineato Castiglione - perché spetta a noi il parere preventivo sul disegno di legge approvato dal governo. Oggi abbiamo avviato la discussione, ma poi seguiremo tutto l’iter parlamentare con la consapevolezza che le province dovranno, in diversa maniera, e soprattutto con consultazioni molto rapide, mettere in rete le tante sensibilità e i tanti suggerimenti utili al perfezionamento della legge. Noi in questi mesi abbiamo ribadito la centralità delle province, soprattutto quando parliamo di programmazione, di pianificazione territoriale, di sviluppo economico, di mobilità, di ambiente. La riforma dei porti è uno dei momenti in cui la centralità delle province si esplica nella maniera più significativa». Prove tecniche di federalismo in materia portuale, quindi, auspicando che questa legge possa tradurre in pratica il dettato della carta delle autonomie, ossia la centralità delle province e il loro ruolo attivo nei comitati portuali. In questo senso si inserisce anche il tema della nomina dell’autorità portuale, attualmente affidata solo alle regioni, e ora rivendicato pure dagli altri enti locali. Il presidente della provincia di Genova, Alessandro Repetto, ha poi evidenziato che «ciò che manca in questo disegno di legge è il rapporto tra porto e territorio, fra il porto e tutto ciò che ha influenza e corrispondenza in termini anche di territorio e di sviluppo economico». Secondo Repetto i punti chiave sono tre: autonomia finanziaria, correlazione tra piani regolatori portuali e piani territoriali provinciali. Oltre alla designazione del presidente dell’Autorità portuale. Al termine, Castiglione ha annunciato il calendario dei prossimi incontri sul tema: centri per l’impiego e assegnazione di risorse per le politiche giovanili, mentre al ministro delle Infrastrutture verrà consegnato il documento finale con le proposte dell’Upi per la stesura del disegno di legge.

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