Ha debuttato a Torino. S'è fatto incoronare a Milano. La prossima volta passeggerà per Verona o Treviso, chi lo sa? Magari farà anche un giro in gondoleta a Venezia per mostrare che il Partito Democratico, in fondo, sta pure nelle calli, oltre sui calli, come ormai pensano molti, e qualcuno anche all'interno del medesimo Pd. Se i romani non stanno attenti, nell'ansia di apparire nordofilo e pro-padano, tra un po' Walter Veltroni trasferirà all'ombra della Madonnina persino il Campidoglio. Sindaco di Roma sì, ma con sede sul Naviglio. Che ci volete fare? L'uomo è fatto così. Ama piacere. E questa storia che le regioni settentrionali, in cui si produce il 54 per cento della ricchezza italiana, non siano accorse in massa a votarlo, lo disturba quasi quanto un'intervista di Rosy Bindi o una battuta di D'Alema. Non è difficile immaginarlo chiuso nella sua stanza, fra una foto di Bob Kennedy e una figurina di Pizzaballa, intento a interrogarsi: specchio delle mie brame, chi è il più nordico del reame? E quando sente la risposta, gli va di traverso persino la musica di Jovanotti.
Tipicamente Walter. Del resto nella sua vita ha sempre cercato di mettere insieme gli opposti: anticomunista dentro il partito comunista, filo americano ma strizzando l'occhio a Fidel, juventino ma con la sciarpa giallorossa e le coccole a Totti. Adesso, per esempio, sbarca a Milano e cita fra i personaggi importanti della città il commissario Calabresi. Perfetto. Ma non era stato lui uno dei primi a volere Sofri libero?
Qualche tempo fa ha detto che l'esperienza di sindaco di Roma sarebbe stata l'ultima politicamente significativa. E infatti subito dopo è diventato segretario del Pd. Aveva anche annunciato che sarebbe andato in Africa. Probabilmente ha perso l'aereo. Niente volontariato, addio spirito di missione: l'unica missione che adesso gli sta a cuore è quella di conquistare il Nord. Dalla giungla equatoriale a quella delle fabbrichette: in fondo, veltronianamente parlando, che differenza c'è?
Certo, conquistare il Nord rimanendo sindaco di Roma non è impresa facile. Tanto più se Roma, a differenza di quanto dice la teoria ufficiale dei walter-cantori, è tutt'altro che bene amministrata. Ma, se Veltroni consente, ci permettiamo di dargli un piccolo consiglio: dica qualcosa di sinistra o di destra, non importa, ma dica qualcosa su Malpensa. Ci pensi bene: non si può essere favorevoli al Nord e insieme favorevoli alla liquidazione del grande hub del Nord. Si capisce, l'Alitalia è a Roma, Fiumicino è a Roma, le logiche del palazzo sono a Roma. Ma le imprese sono qui, nel settentrione.
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