Quegli eredi dell’aristotelismo che arrivano dagli Usa

Ma davvero è possibile pensare la società e la politica a partire dal concetto di individuo come fanno i pensatori liberali? È questa la domanda da cui partono quei filosofi e politologi (molti dei quali nord americani) che sono ormai conosciuti come «Comunitaristi». E la risposta che si danno è ovviamente no. In contrapposizione con il pensiero liberale in cui il singolo, e il suo io sono al centro della scena politica, preferiscono rifarsi a concetti di matrice aristotelica: socialità, identità collettiva, necessità che l’individuo venga sempre pensato come parte di una società pre esistente.
Nonostante un certo ritardo i più importanti di questi pensatori made in Usa sono ora leggibili anche in italiano e anche da noi alimentano un dibattito molto sentito sia a sinistra che nell’ambito della cosiddetta destra sociale. Tra gli autori più importanti c’è, ad esempio, Charles Taylor, filosofo canadese che critica le teorie politiche basate su un approccio utilitaristico-razionalista. Feltrinelli ha appena pubblicato il suo L’età secolare (pagg. 1072, euro 60) che valuta gli effetti della polverizzazione della coscienza religiosa nelle società contemporanee. Tema che assieme a quello del multiculturalismo aveva già affrontato in: Multiculturalismo. Lotte per il riconoscimento (sempre Feltrinelli) e Il disagio della modernità (Laterza). Michael Sandel, invece, è un altro guru del pensiero comunitarista (anche se non ama questo neologismo) e insegna ad Harvard. Si è dedicato soprattutto a studiare il tema della giustizia. Tra i suoi testi tradotti ricordiamo: Contro la perfezione. L’etica nell’età dell’ingegneria genetica (Vita e pensiero, pagg. 122, euro 12). Sulla sua scia si muove anche Michael Walzer che insegna a Princeton: Sfere di giustizia (Laterza, pagg. 335, euro 20).
Quello che è forse il pensatore più noto del gruppo, lo scozzese Alasdair MacIntyre, ha, invece, indagato soprattutto il versante più filosofico della questione del concetto di comunità e ha tentato di riannodare i legami teoretici con la dottrina aristotelica. Tra i suoi titoli più noti sono stati tradotti in italiano: Animali razionali dipendenti. Perché gli uomini hanno bisogno delle virtù (Vita e pensiero, pagg. 166, euro 14,46) e Dopo la virtù. Saggio di teoria morale (Armando editore, pagg. 334, euro 24).
Ci sono poi autori che pur non essendo a tutti gli effetti dei comunitaristi si rifanno a questo filone. Il più noto è l’economista indiano premio nobel Amartya Sen: La libertà individuale come impegno sociale (Laterza, pagg. 106, euro 6,50).