Quella trattoria dove nasce la «Festa del cuoco»

Chiudi gli occhi, apri la bocca e decolla con la fantasia sui cieli della Cina con la Tartara di scampi ai germogli di pepe di Szechuan, o sulle distese olandesi col salmone marinato in salsa graveland. Rendez-vous a «Golosissima», l'appuntamento annuale organizzato dal Consorzio Recco Gastronomica e giunto alla 35ª edizione con dieci serate da mandare in atmosfera gli amanti della tavola. Perché dopo le prime manifestazioni a tema unico e gli anni dei gemellaggi con città d’Europa (che hanno portato nel Golfo Paradiso paella, carne di renna e chef), questa volta la parola d'ordine è liberi tutti all'insegna dell'inventiva e dell'estro più sfrenato. Ma senza dimenticare le proprie origini, il punto di partenza. E così martedì sera la Manuelina ha proposto un pot-pourri gastronomico per ripercorrere i 125 anni di tavole imbandite. A partire dalla lastra di ardesia posta sotto il fico dell'antica trattoria quando ancora si trovava sulla via per Testana. Piatti raccolti in una mostra inaugurata alcune settimane fa. Pietre miliari di un percorso che ha fatto di Recco la capitale del buon gusto. Un viaggio iniziato (come antipasto) nel 1905, quando la Manuelina inventò la focaccia al formaggio. Poi sono arrivate negli anni Settanta, le cruditeé di mare, le lasagne al corallo (1979). Fino al gran finale in cui passato e presente si uniscono in una dolce mescolanza: ghiaccio bollente (datato 1950) e la novità 2010, budino al cacao e prescinseua con composta allo sciacchetrà. D'altra parte Daniela Bernini, responsabile delle relazioni esterne del consorzio, spiega che «se la cucina è un arte, l'artista deve essere libero di creare con la fantasia». E «anche quest'anno - non ha dubbi il presidente Biagio Palombo - siamo riusciti a realizzare qualcosa di unico». Come i piatti argentini bagnati dal vino Tinto Malbec sui ritmi del tango (il 19 maggio «Da o Vittorio»), i gamberi in tutte le salse («La villetta» il 21), sorvolando le isole Lofoten con «Stokke e baccalà» di Vitturin, proseguendo «da Lino» venerdì 28. E dopo il finale dell'edizione 2010 da Alfredo con la trilogia: «Il verde, il bianco e il rosso», i buongustai potranno dire di averne assaggiate di tutti i colori.

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