- Il matrimonio dei sindaci di destra, omosessuali, deve aver mandato in pappa il cervello di una decina di attivisti Lgbtqxyz.
- Il genio esiste? Sì. Nella persona di quel tizio che si fingeva top manager, viveva negli hotel di lusso e poi se ne andava senza pagare. Scroccone seriale, adesso pizzicato. Vai e insegna ai carcerati come si dorme con le lenzuola di lino.
- Tutti a elogiare gli incredibili 83 punti in una sola partita realizzati da Adebayo, in NBA. Stupendo. Devi saperli mettere, ovviamente. E io non ci riuscirei neppure in un campionato intero, sommando i punti di ogni match. Però questa non è pallacanestro, signori miei. È un altro sport. È una campettata. Chi conosce questo sport dovrebbe guardare anche alle statistiche, oltre al numero dei punti. Per realizzarne 83, ha messo a segno 20 canestri su 43 tiri tentati (46,5%), con 7 su 22 da tre punti (un non ricchissimo 32%), oltre a 36 punti realizzati in tiro libero dalla lunetta. Percentuali a parte, che io gli invidio, vorrei far notare solo che, in buona sostanza, ha tirato solo lui (ha preso la metà dei tiri) senza mai passare il pallone. Il difensore (per modo di dire) sembrava passeggiare. Per gli appassionati, parliamo di un +20 di plus/minus. Bellissimo, eh. Ma è un altro il gioco del basket che mi appassiona.
- Interessantissime le comunicazioni di Giorgia Meloni in Parlamento. Ma mentre nel mondo c’è uno che bombarda l’Iran, quell’altro che risponde, il terzo che lancia missili e invade il Libano, noi siamo lì a chiederci se maggioranza e opposizione abbiano votato o no la stessa mozione. Mozione che, poi, a ben vedere, non serve a una beneamata ceppa. Se non permettere ai tg di imbastire un caro vecchio pastone.
- È sconcertante quello che accade sul caso di Nicola Gratteri. Da una parte la collega del Foglio, giornale di fatto minacciato di “fare i conti” a tempo debito con una fantomatica “rete” da tirare. Dall’altra Alessandro Sallusti, pure lui trattato così così dal pm di Napoli (lo racconta il diretto interessato, citando un incontro fortuito in camerino). Il caso è imbarazzante, forse, ma neppure così drammatico. Quello che però mi lascia davvero senza parole, forse addirittura mi spaventa, è il silenzio assordante della sinistra. Sia chiaro: io odio quando la categoria dei giornalisti, sentendosi un quarto potere dello Stato, frigna se il politico di turno critica o attacca le tesi di un giornale. Però mi aspetto da chi ogni due per tre emette comunicati sull’importanza della libertà di stampa che prenda nettamente le distanze da quanto affermato da Gratteri. Se Meloni querela Saviano, apriti cielo. Se un procuratore querela i cronisti, invece, tutto normale? A parte la richiesta di informativa bipartisan, poco o nulla. Ed è imbarazzante.
- Tipo: leggete il comunicato del presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti: “Il dibattito pubblico sul referendum continua, nella gran parte dei casi, a ignorare il merito della questione e impedisce ai cittadini di costruirsi un’idea consapevole della posta in gioco. Politici, magistrati, giornalisti dovrebbero ricordare ogni giorno le parole, purtroppo ignorate, del Presidente Mattarella ed elevare il tono del dibattito”. Cioè, scusa? Un procuratore minaccia di “fare i conti” con i giornalisti e lui fa un richiamo a politici, magistrati e giornalisti? Non si poteva proprio dire, per una volta: Gratteri ha sbagliato, punto?
- Gratteri comunque intendeva dire, a quanto pare, che presto presenterà querele per diffamazione.
- Vorrei però far notare che c’è una bella differenza tra una minaccia di querela da parte di un magistrato e una minaccia di querela da parte di un politico. È molto più grave la prima. Intanto perché a valutare la denuncia sarà un “collega” del denunciante.
E poi perché lo stesso procuratore ha dalla sua anche il potere di “indagare” sul soggetto che ritiene lo abbia diffamato. E il potere di indagine, lo dico e lo ripeterò fino alla morte, è molto peggio di qualsiasi altra pressione che possa fare la politica.