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L’indecente sceneggiata a La7, Meloni da Fedez e le femministe: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: il folle manifesto rosa per il No, il voto dei fuorisede e Lilli Gruber

L’indecente sceneggiata a La7, Meloni da Fedez e le femministe: quindi, oggi…
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- Scusate, ieri mi sono dimenticato di condividere con voi questa perla. Non dirò di quale quotidiano si tratta, perché non voglio sparare sul collega. Però vi riporto questo resoconto della storiaccia del giornalista che avrebbe abusato della figlia della sua amante: “E fra quelle immagini sconvolgenti c’erano anche quelle della figlia 16enne della compagna, appunto, e perfino dei due nipotini della donna, con il fratello ovviamente ignaro di tutto. Lui, e anche lei, sono rimasti in silenzio quando i carabinieri hanno suonato alla loro porta, dopo che il padre della 16enne, ex compagno della donna, aveva denunciato tutto perché proprio la ragazza aveva avvertito la moglie e un conoscente di aver scoperto, a casa del giornalista, le sue foto sotto la doccia o nella vasca da bagno, o ancora mentre dormiva, nel pc della madre in trasferta nella casa dell’uomo a Treviso”. Lui, lei, il compagno, il fratello, la nipote. Io non ci ho capito un corno. Pare Beautiful.

- Oggi Repubblica scopre il problema del voto dei fuorisede, paventando l’ipotesi che il governo non abbia voluto dare loro la possibilità di votare al referendum dove studiano o lavorano per motivi politici. Quello dei fuorisede è un problema burocratico, banalmente burocratico, che esiste dalla notte dei tempi e non nasce con questa tornata elettorale. Esisteva già, anche con altri governi.

- L’appello di registe, attrici e giuriste per il No mi fa ridere a crepapelle. In buona sostanza, votare Sì sarebbe anti-femminista, non si capisce bene perché. Qualcuno può spiegare loro che, se c’è un sistema “patriarcale”, quello è proprio l’attuale magistratura, che vede la maggioranza di pm e giudici donne di ruolo, ma la minoranza assoluta quando si tratta di procuratori capo o membri degli organi di garanzia? Se proprio vogliamo dirlo, le femministe dovrebbero votare per cambiarlo, questo sistema. Invece di preservarlo. Ma vaglielo a spiegare.

- L’Iran vorrebbe giocare i Mondiali di calcio, ma non vuole farlo negli Usa. Quindi ha chiesto alla Fifa di spostare le sue partite in Messico. Bella gatta da pelare per Infantino, uno che ha mire che vanno ben oltre il mondo del calcio.

- “Gli Stati arabi del Golfo non hanno chiesto agli Stati Uniti di entrare in guerra con l’Iran, ma molti ora li stanno esortando a non fermarsi”, scrive la Reuters. Vedremo se gli Stati arabi faranno davvero la mossa che Trump spera. Ma questi primi movimenti sono molto significativi. Il mondo, per come lo conosciamo, sta cambiando.

- Il Pd, il M5S e Avs, oltre al Comitato per il No al referendum, si lamentano per l’intervista che Nicola Porro ha confezionato ieri sera a Giorgia Meloni. Dicono che sia stata uno spot a senso unico per il Sì. Non entro nel merito, ma questi hanno la faccia come una padella. Voglio ricordare loro che a inizio marzo, non più di 15 giorni fa, l’Agcom ha sanzionato La7 per aver dato troppo spazio al No. Ognuno è infelice a casa sua, ma almeno evitate di urlare allo scandalo per Rete4 se, solo poco fa, hanno sanzionato la vostra rete amica per lo stesso motivo, no?

- Ho assistito, mio malgrado, alla puntata di Otto e Mezzo di stasera. E sapete cosa sono riusciti a fare Lilli Gruber, Massimo Giannini e Corrado Formigli? Contestare l’eccessiva presenza del fronte del Sì nelle reti Mediaset. Giuro! Cioè: loro, o meglio la loro rete, è stata richiamata all’ordine dieci giorni fa per aver dato troppo spazio al No e ora fanno la paternale ai concorrenti che danno troppo spazio al Sì? Suvvia, un po’ di decenza almeno. La par condicio è una scemenza mefistofelica, e lo sappiamo. Ma che almeno il principio valga per tutti. Non è che La7 tifa per il No e poi frigna se gli altri sostengono il Sì. Mi sbaglio?

- Sarei andato da Fedez a Pulp Podcast per parlare del referendum? No. Ma io non faccio politica.

E non mi chiamo Giorgia Meloni. Chi invece vuole raggiungere i giovani e chi non guarda più la tv o non legge questa nostra rubrica, fa bene a prestarsi a ogni tipo di intervista. Anche quella meno attesa.

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