Rai3, nomine di Tg e rete in stallo Masi: "No a legami col congresso Pd"

Sul tavolo del primo Cda le nomine per Raitre e Tg3. Il ritardo sarebbe dovuto alle beghe interne del Pd che vuole sciogliere i nodi solo dopo il 25 ottobre

Rai3, nomine di Tg e rete in stallo<br />
Masi: &quot;No a legami col congresso Pd&quot;

Roma - Se ne era già parlato prima delle ferie ora torneranno sul tavolo del primo Cda del dopo vacanze, in programma per i primi di settembre. Si tratta delle nomine per Raitre e Tg3, al centro delle polemiche politiche.

In attesa del congresso Pd A detta di alcuni, il ritardo sarebbe dovuto alle beghe interne del Pd, che avrebbe pensato di sciogliere il nodo solo dopo l’assise del congresso previsto il 25 ottobre: di certo, è l’opinione del dg Mauro Masi, "non c’è alcun legame con il congresso del Pd". Quella delle nomine, si tiene a sottolineare in ambienti della direzione generale, è una questione interna all’azienda. D’altronde, delle nomine della terza rete si era già parlato prima della pausa estiva: in quel momento, in pole per la guida di Raitre pareva esserci l’attuale direttore del Tg3, Antonio Di Bella, che sarebbe stato sostituito alla testata da Bianca Berlinguer. Tuttavia, una parte dei democratici avrebbero puntato a una riconferma di Paolo Ruffini al timone della terza rete.

Di Pietro all'attacco "La Rai? Soltanto una costola di Mediaset, di qui la definizione di Raiset". Antonio Di Pietro, da suo blog, è molto critico nei confronti del servizio pubblico e dice: "La Rai cambi nome, perché non è più una televisione di Stato, ma una costola di Mediaset, governata da portaborse alla corte dei partiti. Dopo le nomine dei controllori della commissione di Vigilanza, dopo la spartizione del Cda, dopo l’occupazione delle dirigenze, rinnovate a prescindere dalla meritocrazia e dall’operato degli uscenti, stiamo assistendo all’ultimo scandaloso show sul ritardo nelle nomine di Tg3 e Raitre". Il leader di Italia dei valori a questo proposito non ha dubbi e va giù pesante: "Il temporeggiamento è dovuto all’attesa del congresso del Pd, perchè se vincesse uno piuttosto che l’altro, la scelta dei portaborse per ricoprire le due poltrone vacanti sarebbe differente. Il Pdl, che si indigna per questo contrattempo, ha piazzato già da tempo i propri 'chihuahua' praticamente in tutte le altre posizioni".

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