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La Regina Elisabetta col piglio di oggi. Non accetta mariti e comanda da sola

I sontuosi costumi realizzati da Ferdinando Bruni

La Regina Elisabetta col piglio di oggi. Non accetta mariti e comanda da sola
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Non quinte, ma arazzi. Che creano spazi nascosti alla vista, occultano qualcuno o qualcosa che a un certo punto compare: nell'Inghilterra tra la seconda metà del XVI secolo e l'inizio del XVII, sotto il regno della Regina Elisabetta, sovrana dal 1558 al 1603, anno della sua morte, le scenografie a teatro sono essenziali. Al testo e all'immaginazione del pubblico il compito di raffigurarsi ciò che non compare. Vedendo I corpi di Elizabeth, fino a domenica al Teatro Elfo Puccini, che lo produce (aveva qui debuttato due stagioni fa), per la regia di Cristina Crippa e Elio De Capitani, si pensa a quei palcoscenici, su cui, primi in Europa, gli attori iniziavano a conseguire un riconoscimento sociale (nel 1574 Elisabetta concesse alle compagnie regolari la possibilità di recitare ovunque purchè provviste di licenza).

Non è un caso, infatti, se anche la scenografia di Carlo Sala prevede tende, piani leggeri di stoffa decorati che si muovono, nascondendo o rivelando qualcosa o qualcuno, disegnando ogni volta lo spazio d'azione degli attori. Perché la storia che va in scena è proprio quella della Regina Elisabetta, fin dalla sua infanzia. Eppure I corpi di Elizabeth è un testo del 2019 di Ella Hickson, drammaturga e regista inglese, classe 1985, che arriva nel 2024 per la prima volta in Italia grazie a questa produzione dell'Elfo Puccini. Ecco uno spettacolo che si pone come un equilibrato incrocio di epoche, tra i continui riferimenti al periodo elisabettiano (grande attenzione ai costumi di Ferdinando Bruni), e la modernità del messaggio che vuole diffondere. Sì, perché nel complesso gioco di ruoli e di incroci che si intreccia tra Elisabetta e parenti, aspiranti mariti e cortigiani, quella che s'illumina è la figura della regina, unica nel suo tempo: una donna che ha scelto il potere e deve combattere con una società che la vuole vedere anzitutto moglie. Per sperare che, grazie al matrimonio, avvenga l'assoggettamento al marito, persino con il rischio di essere conquistati dal regno che questi rappresenta. Al contrario Elizabeth sarà disposta anche a rinunciare all'unico uomo di cui si è innamorata, il Duca di Leicester, Enzo Curcurù, fedele alla sua scelta di essere Regina. L'indipendenza e la coerenza come concetti di cui I corpi di Elizabeth si rende portavoce.

Gli attori (oltre all'Arman e Curcurù, Maria Caggianelli Villani e Cristian Giammarini), nell'interpretare ruoli anche multipli, riescono in un complesso gioco delle parti che caratterizza anche lo spettacolo stesso.

Orari: martedì e venerdì ore 19.30; mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30; domenica ore 16.30.

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