"Siamo rimasti stupiti dalle dichiarazioni di Stefano Bollani e Valentina Cenni. La Direzione Cultura lavorava da tempo ad uno sviluppo della trasmissione Via dei Matti n. 0 e con la società Ballandi, storica produttrice del programma, si era pensato di spostare la messa in onda dall'access prime time alla prima serata. Idea gradita, avallata e sposata dalla produzione e che consideravamo un attestato di stima, un'opportunità per gli artisti per dare maggiore visibilità al loro lavoro: un ciclo di prime serate su Rai 3 dal titolo Le Quattro stagioni. Questa decisione di declinare la proposta appare dunque sorprendente".
Così Rai Cultura, in una nota che arriva dopo che i due conduttori avevano annunciato con un video la chiusura del programma dopo cinque stagioni. "Siamo affranti ha detto Cenni l'altro giorno parlando con il Corriere della Sera - non ci aspettavamo una notizia del genere, per noi quella casa è uno spazio di libertà e gioco". La notizia arrivava dalla casa di produzione Ballandi. "Non sappiamo bene cosa stia succedendo - aveva aggiunto Bollani -. Poi tutto è modificabile".
Immediatamente è partito il coro di "vergogna" senza che la Rai confermasse o meno che cosa fosse accaduto, come ha poi fatto ieri solo in serata. "Stupiti", appunto.
Per i Cinque Stelle, la chiusura sarebbe stata addirittura "una resa culturale". Però probabilmente non sarà così. In queste cinque edizioni, Via dei matti ha confermato uno spessore inedito, specialmente per la tv pubblica e specialmente per la musica, trattata senza barriere, con l'improvvisazione tipica dei club di jazz ma senza selezione all'ingresso. Tutti i tipi di musicisti sono passati finora alla corte di Bollani, suonando e inventando con lui.
Da Vinicio Capossela a Eros Ramazzotti, tanto per citarne qualcuno, non ci sono stati divieti di accesso nel
programma di Raitre che è diventato un piccolo "cult" televisivo senza aver bisogno di appoggiarsi necessariamente allo share o ad altri risultati di ascolto. Un tesoretto della tv che vale la pena conservare in ogni caso.