Paolo Lopriore vince il Premio Bob Noto 2026 e apre la sesta edizione di Buonissima. Il cuoco del Portico di Appiano Gentile è stato scelto per la «Passione», tema di quest’anno del riconoscimento intitolato al fotografo e gastronomo torinese scomparso nel 2017 e tuttora fonte di ispirazione per chef, critici e narratori del mondo del cibo contemporaneo. Dello chef comasco è stata apprezzata la dedizione a un’idea personale di cucina, perseguita con ostinazione e scarsa inclinazione al conformismo. La consegna della statuetta con le sembianze di Noto si è svolta mercoledì 21 ottobre alla Centrale Nuvola Lavazza di Torino, prima tappa della manifestazione che animerà la città sabauda fino al 25 ottobre.
A presiedere la giuria è stata la moglie di Noto, Antonella Fassio, affiancata, tra gli altri, dal grande chef spagnolo Ferran Adrià (che ha mandato un videomessaggio di saluto) e dai direttori artistici di Buonissima Matteo Baronetto, Stefano Cavallito e Luca Iaccarino. Lopriore succede ad Alain Passard, premiato nel 2025 per il talento; prima di lui erano stati scelti Andoni Luis Aduriz, i fratelli Alajmo, René Redzepi e Mariella Organi. «Sono felice di ricevere questo premio, uno dei due più importanti della mia carriera», ha detto lo chef, ricordando l’altro riconoscimento a cui tiene, il Pellegrino Artusi ricevuto nel 2020.
Da qui Buonissima allarga il campo alla città, con un calendario che mette insieme cucina, arte e cultura e porta a Torino cuochi italiani e internazionali. L’apertura si è divisa fra due tavole e due luoghi della storia cittadina: la cena dedicata a Bob Noto al ristorante Del Cambio e l’Opening Dinner a Palazzo Madama. Al Cambio hanno cucinato Alessandro Procopio del D’O di Cornaredo, sotto la guida di Davide Oldani, Alberto Fluttero del torinese AL e Francesco Rovai, chef di casa. La cena ha prolungato a tavola la cerimonia della Centrale, mantenendo il legame con la figura alla quale il festival dedica il suo premio fin dalla prima edizione.
A Palazzo Madama, dalla sua facciata barocca firmata da Filippo Juvarra, il programma ha invece riunito dieci protagonisti della ristorazione italiana, dalle insegne storiche alle generazioni più recenti: Alessandro Della Tommasina dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, Alessandro Negrini del Luogo di Aimo e Nadia di Milano, Giuseppe Iannotti del Krèsios di Telese Terme, Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore di Senigallia, Antonia Klugmann dell’Argine a Vencò a Dolegna del Collio, Richard Abou Zaki di Retroscena a Porto San Giorgio, Alfonso Caputo della Taverna del Capitano di Nerano, Federico Zanasi di Condividere a Torino, Marco Sacco del Piccolo Lago di Verbania e Antonio Romano del Nove di Alassio.
Il resto del programma conta oltre 200 eventi per ogni tipo di pubblico distribuiti in molti luoghi simbolo della città (il sottotitolo di Buonissima è: Cibo, Arte, Bellezza), che coinvolgono circa 150 chef italiani e internazionali. Si va dai talk gratuiti di Casa Buonissima alle esclusive cene degli Chef’s Table in luoghi inediti, passando per gli appuntamenti in trattoria di Piolissima e per le quattro mani di Metti Torino a Tavola.
“Arrivati alla sesta edizione – dichiarano gli organizzatori - Buonissima non è più soltanto un grande festival della gastronomia, ma un motore di attrattività e sviluppo per Torino e il suo territorio. Quest’anno abbiamo voluto compiere un salto di qualità decisivo, trasformando l’evento in una manifestazione all-day che vive dal mattino alla notte. Un’architettura complessa che genera un impatto concreto su tutta la filiera cittadina – dall’accoglienza
alberghiera alla ristorazione, dal commercio alla cultura. I numeri di quest’anno raccontano di una città che sa accogliere, sorprendere e fare sistema, posizionando Torino tra le grandi capitali enogastronomiche internazionali”.
