L’Abruzzo si prende la vetta e il premio al ristorante dell’anno. Nella Guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso (quella del quarantennale dell’hub gastronomico fondato da Stefano Bonilli), presentata ieri alla Nuvola di Roma, il Reale di Castel di Sangro arriva a 99 centesimi, un punteggio mai raggiunto da nessuno in quattro decenni di lavoro, davanti all’Osteria Francescana di Modena, a quota 98, e a Piazza Duomo di Alba, a 97. Il riconoscimento per il locale dell’anno va invece all’Osteria dei Maltagliati di Torano Nuovo, nel Teramano: Maicol Capriotti e Federica Brandimarte, dopo le esperienze nell’alta ristorazione, hanno scelto un piccolo borgo e una proposta che mette insieme brace, grandi tagli di carne, vino e ospitalità.

Il podio è seguito da Atelier Moessmer Norbert Niederkofler di Brunico e Uliassi di Senigallia, entrambi a 96, e dalle Calandre di Rubano, a 95. In tutto sono 56 le insegne con le Tre Forchette, mentre le trattorie premiate con i Tre Gamberi sono 61 e i locali da Tre Bottiglie 21. Sono anche gli unici tre simboli rimasti: nell’edizione che accompagna i quarant’anni del Gambero Rosso, la guida sfoltisce le categorie e cambia il modo di assegnare i voti.
Bistrot e cucine internazionali vengono ricollocati in base alla loro offerta. Per i ristoranti spariscono i punteggi separati: cucina, cantina e servizio concorrono a un unico giudizio in centesimi.
L’intenzione è rendere la consultazione più semplice e adeguare le caselle a locali che sempre più spesso ci stanno stretti. Una trattoria e un ristorante d’autore mantengono linguaggi e aspettative differenti, ma possono esprimere una qualità di pari livello.
A guidare il lavoro di oltre cento professionisti, coordinati dalle curatrici Valentina Marino e Annalisa Zordan, è una domanda: dove si vorrebbe tornare già domani? «Cerchiamo luoghi che abbiano qualcosa da dire attraverso la verità del piatto, l’accoglienza e le persone», spiega il direttore responsabile Lorenzo Ruggeri. Il criterio tiene insieme il gusto e la capacità di far stare bene gli ospiti, in un settore alle prese con costi crescenti e personale difficile da trovare. E lascia spazio a progetti che cercano una strada anche fuori dalle destinazioni più frequentate.

Lo raccontano diversi premi speciali, a partire da altri due indirizzi abruzzesi. Genya Malafronte di Legàmi, a Morro d’Oro, è lo Chef emergente; Sextantio – Cucina, a Santo Stefano di Sessanio, la Novità dell’anno. Il premio Cucina e territorio va a Cascina Lago Scuro, a Stagno Lombardo, nel Cremonese. Per il Menu degustazione dell’anno si va da daGorini, a San Piero in Bagno, mentre Ricerca e innovazione porta a Somnium, a Eboli.
Tre donne dividono il riconoscimento di Pastry chef dell’anno: Ambra Campodonico del Ristorante Sentiero all’Elba, Rosita Mammone di Uliassi e Martina Tramis di Lilith, a San Cesario di Lecce. Alla sala e al vino sono dedicati altri quattro premi: Michela Scarello di Agli Amici dal 1887, a Udine, per la Miglior ospitalità; Luca Belleggia del Pagliaccio di Roma come Miglior sommelier; il Ristorante Del Lago di Bagno di Romagna per la carta dei vini e Hebbo di Dobbiaco per la mescita.
C’è poi un omaggio a tre insegne che hanno conservato le Tre Forchette dalla prima edizione, quella del 1990: Dal Pescatore Santini, Enoteca Pinchiorri e Don Alfonso 1890. Accanto ai riconoscimenti per il rapporto qualità prezzo, le avanguardie e le cucine del mondo, debutta la selezione «Ci tornerei domani». I contenuti diventano inoltre interrogabili, geolocalizzati e indicizzati anche sui motori di ricerca: la guida digitale si misura con l’intelligenza artificiale. La guida è disponibile in libreria e negli
store online; la versione digitale è gratuita, previa registrazione su gamberorosso.it.
