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È il Lime di Atene il migliore cocktail bar d’Europa

È stata presentata martedì ad Amsterdam la prima edizione europea della Europe’s 50 Best Bars. L’Italia non è sul podio ma si comporta benissimo. Nella lista ci sono ben nostri locali, quattro dei quali a Milano, che ha anche il più alto in classifica, il Moebius, sesto. E poi due locali fiorentini, due romani e uno napoletano. La città con più insegne è Londra, che ne piazza sette

È il Lime di Atene il migliore cocktail bar d’Europa
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La nuova geografia della mixology europea parla greco, ma l’Italia si conferma una delle grandi protagoniste del settore. Nella prima edizione di Europe’s 50 Best Bars, la classifica dei migliori cocktail bar del continente presentata martedì sera ad Amsterdam dall’organizzazione di The World’s 50 Best, il primo posto va a Line di Atene. Alle sue spalle si piazzano The Bar in Front of the Bar, sempre nella capitale greca, e Sips di Barcellona. Ma è la presenza italiana a emergere con maggiore forza: ben nove locali nella Top 50, con Milano che si conferma una delle capitali europee del bere miscelato.

Il migliore bar italiano è Moebius nel capoluogo lombardo, sesto assoluto e unico rappresentante del nostro Paese nella Top 10. Per il locale milanese, che negli ultimi anni ha saputo affiancare una cucina di alto livello a una proposta di cocktail sempre più riconosciuta a livello internazionale, arriva così un ulteriore riconoscimento dopo le numerose affermazioni nelle classifiche di settore.

Milano è anche la città italiana più rappresentata, con quattro indirizzi. Oltre a Moebius figurano Camparino in Galleria, 18°, lo speakeasy 1930, 22°, e Rita, 49°. Una concentrazione che conferma il ruolo del capoluogo lombardo come punto di riferimento della mixology nazionale, capace di coniugare locali storici, cocktail bar contemporanei e insegne sperimentali. E non a caso Milano ospiterà il prossimo ottobre l’edizione mondiale della rassegna.

Completano il quadro italiano Firenze, che porta in classifica Locale Firenze (21°) e Gucci Giardino (29°), Roma con Freni e Frizioni (31°) e Drink Kong (32°), e Napoli con L’Antiquario, 28°. Un risultato che distribuisce il riconoscimento lungo tutta la penisola e testimonia la maturità raggiunta dalla scena italiana del bere miscelato, ormai stabilmente inserita nel circuito internazionale. Se l’Italia sorride, la città che domina la graduatoria è però Londra. La capitale britannica è infatti quella con il maggior numero di locali presenti nella Top 50: sette in tutto, dal Connaught Bar (che ha alla guida un bar manager italiano, Agostino “Ago” Perrone) a Satan’s Whiskers, passando per Tayēr + Elementary, Kwãnt Mayfair, Waltz, Three Sheets Soho e Scarfes Bar. Seguono Barcellona e Atene, entrambe molto ben rappresentate, mentre Parigi conferma la crescita della propria scena con diversi locali nelle posizioni di vertice.

A conquistare il titolo è Line, aperto nel 2022 in un ex spazio industriale di Atene e diventato in pochi anni uno dei nomi più citati della nuova mixology europea. Il locale ha costruito la propria reputazione su un lavoro di ricerca dedicato agli ingredienti, alla fermentazione, alla riduzione degli sprechi e a un approccio fortemente orientato alla sostenibilità. La doppietta ateniese, con il secondo posto di The Bar in Front of the Bar, certifica il momento particolarmente felice vissuto dalla capitale greca.

La classifica nasce come versione continentale del celebre World’s 50 Best Bars e viene compilata attraverso i voti di oltre 300 esperti del settore, tra bartender, consulenti, giornalisti specializzati e professionisti dell’ospitalità, chiamati a indicare le migliori esperienze vissute negli ultimi diciotto mesi.

Più che una graduatoria assoluta, rappresenta una fotografia dello stato di salute della mixology europea. E quella scattata nel 2026 racconta un panorama sempre più competitivo, nel quale l’Italia continua a occupare un posto di primo piano.

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