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Portraits, la Champagne raccontata attraverso le persone

Una nuova rivista edita da Champagne Society vuole esplorare il lato meno noto delle leggendarie bollicine francesi, quello incarnato da vigneron, chef de cave, imprenditori, agricoltori e dalle loro storie. Il direttore sarà il giornalista specializzato Bruno Petronilli che utilizzerà una schiera di collaboratori impegnati in interviste, reportage e lavoro sul campo

Portraits, la Champagne raccontata attraverso le persone
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La Champagne raccontata attraverso le persone prima che attraverso le bottiglie. È l’idea da cui nasce “Portraits”, il nuovo progetto editoriale di Champagne Society presentato a Milano negli spazi di Identità Golose in corso in questo giorno, uno dei luoghi di riferimento per il dibattito sull’alta gastronomia e sul vino.

Alla direzione editoriale della rivista c’è Bruno Petronilli, giornalista e critico enogastronomico con una lunga esperienza nel settore. Con lui lavoreranno il team di Champagne Society e una rete di collaboratori che conoscono da vicino il territorio francese e i suoi protagonisti.

L’obiettivo dichiarato è spostare l’attenzione dal prodotto alle persone che contribuiscono a costruire l’identità della Champagne. In un contesto in cui la comunicazione del vino passa sempre più spesso attraverso contenuti rapidi e frammentati, “Portraits” sceglie infatti una strada diversa: quella della carta stampata e dell’approfondimento.

La rivista nasce con l’intenzione di raccontare ciò che normalmente rimane sullo sfondo. Non soltanto le etichette più note o le degustazioni, ma il lavoro quotidiano di vigneron, chef de cave, agricoltori, imprenditori e nuove generazioni impegnate a interpretare un territorio in continua evoluzione. Un approccio che guarda alla Champagne come a un sistema complesso fatto di paesaggio, cultura, tradizioni produttive e scelte imprenditoriali.

Secondo i promotori del progetto, esiste infatti un livello di racconto che raramente raggiunge il consumatore finale: quello legato alle persone, alle decisioni e alle dinamiche che stanno dietro ogni bottiglia. “Portraits” prova a occupare proprio questo spazio, privilegiando il reportage, l’intervista e il lavoro sul campo.

Il primo numero si presenta come un volume di 148 pagine. Al suo interno trovano spazio interviste esclusive, approfondimenti dedicati ai terroir e contributi che analizzano le trasformazioni in corso nella regione francese, tra cambiamenti climatici, nuove sensibilità agricole e passaggi generazionali.

La pubblicazione avrà una cadenza trimestrale, con quattro uscite all’anno legate alle stagioni. Una scelta che riflette l’idea di un racconto lento e continuativo, distante dalle logiche dell’informazione quotidiana. Anche la distribuzione segue questa impostazione: la rivista sarà disponibile esclusivamente tramite abbonamento e in tiratura limitata.

Il progetto si inserisce nel percorso di Champagne Society, realtà che negli ultimi anni ha costruito un ecosistema interamente dedicato alla Champagne attraverso contenuti editoriali, podcast, degustazioni, viaggi ed eventi. Un’attività che punta a favorire una conoscenza più approfondita del territorio francese, andando oltre gli aspetti più immediatamente commerciali del prodotto.

Con “Portraits” questa impostazione trova ora una nuova forma

editoriale. Una rivista che sceglie la periodicità ridotta, la carta e il racconto lungo per osservare da vicino una delle regioni vinicole più conosciute al mondo, mettendo al centro chi la vive e la trasforma ogni giorno.

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