Badante sequestra disabile e aggredisce poliziotto: arrestata

Una donna etiope è stata arrestata dagli agenti del commissariato Monte Mario intervenuti ieri alle 16.30 in un appartamento di via Cassia

Si è barricata in casa sequestrando una donna disabile e in stato di infermità mentale alla quale faceva da badante e poi ha aggredito la polizia. Per questo una donna etiope è stata arrestata dagli agenti del commissariato Monte Mario intervenuti ieri alle 16.30 in un appartamento di via Cassia. Ad avvisare i poliziotti un’amica della vittima.

Dopo una lunga mediazione, e con non poche difficoltà, la badante, che era in prova a casa della signora, è stata accompagnata presso gli uffici del commissariato, per essere denunciata, ma la stessa, senza alcun motivo, si è scagliata contro uno degli agenti. Per questo è scattato l’arresto con le accuse di violenza, minaccia, resistenza, lesione e oltraggio a pubblico ufficiale.

Intanto dalla lontana Palermo arriva una notizia amara. Anziano maltrattato in una casa di riposo. Gli indagati sono tutti appartenenti a un unico nucleo familiare che esprimeva il titolare di fatto della struttura, affiancato dai congiunti (padre, madre e fratello) nella gestione quotidiana dell’attività. Tra gli indagati è annoverata anche una badante in nero della struttura, in servizio soprattutto durante le notti.

Proprio quest’ultima - tra l’altro - era beneficiaria del reddito di cittadinanza e anche per tale motivo risulta indagata con relativo sequestro preventivo della carta su cui viene accreditato il beneficio. “Le numerose condotte illecite registrate hanno consentito di acclarare come esse avessero preso di mira un anziano - beneficiario dei sussidi previsti dalla legge 104 e quindi soggetto portatore di handicap in situazione di gravità - colpevole soltanto di lamentarsi eccessivamente per i dolori connessi al suo stato precario di salute, circostanza che avrebbe in tal modo arrecato disturbo agli altri ospiti e agli stessi badanti-gestori”, dicono gli inquirenti.

Costantemente ingiuriato e offeso, minacciato, sottoposto a soprusi e vessazioni di ogni genere, molto spesso veniva lasciato piangere e lamentarsi anche per ore piuttosto che essere accompagnato in bagno per adempiere a bisogni fisiologici. Altre volte immobilizzato, imbavagliato e percosso. Di recente, peraltro, è stato accertato tramite un intervento dei sanitari dell’Asp di Palermo, che presso la stessa struttura tutti gli operatori lavorassero in nero e come nessuno di essi fosse in possesso di attestazione professionale utile a svolgere tale attività.

Inoltre, sono state riscontrate delle anomalie circa la comunicazione degli alloggiati all’autorità di pubblica sicurezza, reato punito con una contravvenzione. Al termine dell’operazione tutti i degenti presenti nella struttura sono stati riaffidati ai rispettivi parenti. Una macchia nera sul volto buono del capoluogo siciliano. Spesso protagonista di violenti crimini. Questa volta perpetrati nei confronti di anziani indifesi.

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