Ennio torna a casa (distrutta). È caccia alla talpa

Ennio di Lalla, l'ottantaseienne a cui i rom hanno occupato casa, torna nella sua abitazione (distrutta dagli abusivi). La Procura indaga su chi ha dato l'informazione dell'assenza di Di Lalla

Ennio torna a casa (distrutta). È caccia alla talpa

Ha fatto grande scalpore la notizia della casa di Ennio Di Lalla, signore di 86 anni, occupata da un gruppo di rom. Dopo 23 giorni (della vergogna) l'abitazione è tornata al suo proprietario. A preoccupare però è il fatto che nell'ultimo periodo le occupazioni lampo abusive registrate sono state numerose.

Proprio nei quartieri Don Bosco e Cinecittà, periferie romane dove si trova anche la casa di Di Lalla, ci sarebbero stati molti casi simili a quello dell'anziano. La procura di Roma ha così deciso di aprire un fascicolo sul racket delle occupazioni nel quartiere vicino la Tuscolana e raccogliere le prime informative. Inoltre, c'è anche da capire chi è la talpa, vale a dire colui che ha dato l'informazione che il pensionato, nei giorni in cui è stata occupata la sua casa, si era recato all'ospedale per degli accertamenti che lo avrebbero tenuto fuori per una settimana circa. L'indagine, dunque, non si chiuderà con la denuncia dell'occupante abusiva Nadia Sinanovic, ventottenne di origine rom, nata in Italia e residente al campo di Via Gordiani.

Giovanni Conzo, il procuratore che coordina l'inchiesta, ha come obiettivo primario quello di individuare l'informatore. Vuole capire se si tratta di una persona interna al palazzo o più semplicemente di un vicino che, conoscendo i problemi di salute dell'anziano ultimamente impegnato molto spesso in visite ed esami, ha informato i rom.

I particolari

Per questo motivo i carabinieri della stazione di Cinecittà hanno ascoltato tutti gli inquilini del palazzo. I primi elementi sull'occupazione che si è riusciti ad avere fanno sapere che la donna non era sola. "La signora che si è trasferita nella casa del signor Ennio non era sola- specifica una vicina al Messaggero - un giorno era in compagnia di un uomo e lui ci ha chiesto le chiavi del portone. Senza di quelle, infatti, non potevano rientrare facilmente. Ma abbiamo glissato. Mai, ovviamente, avremmo consegnato copia della chiave a sconosciuti".

Inoltre, stando ad altre informazioni, gli uomini che hanno forzato la porta dell'appartamento del signor Di Lalla, sarebbero stati altri due. Sempre loro avrebbero poi cambiato la serratura e permesso all'abusiva di entrare, trasferirsi e senza vergogna cambiare il nome sul citofono.

Ora che Ennio è potuto tornare a casa, nella teoria perché nella pratica "la casa è sudicia e inagibile", si dice sollevato e assicura di non aver mai avuto a che fare con "persone sospette". Ha avuto anche un colloquio con Gualtieri, il quale ha promesso che il Comune lo aiuterà. Una chiamata, quella del sindaco di Roma, arrivata oltre 20 giorni dopo l'accaduto. L'ottantaseienne ha commentato la chiamata con un più che esplicativo: "Io aspetterò. Meglio tardi che mai...". L'unica cosa certa al momento è che Di Lalla ora dovrà pagare la parcella del fabbro che ha cambiato la serratura messa dagli occupanti. "Trecento euro, una parcella che mi pare esagerata. Eppure, l'occupante aveva lasciato almeno le chiavi", commenta l'uomo.

Come funziona

Il racket dei furti di case è molto ampio e complesso. I cosiddetti ladri di case individuano le dimore vuote e in cambio di soldi indicano agli occupanti quando è il momento migliore per agire.

Meno di due anni fa nello stesso quartiere è stata arrestata Lady occupazioni, così è stata ribattezzata l'agente immobiliare che dai domiciliari riusciva a gestire il business di appartamenti. Per ogni soffiata sulle abitazioni lei arrivava a chiedere dai 4 agli 11 mila euro. La clientela principale è formata dalle comunità straniere, in particolare quella sudamericana.

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