Omicidio Sacchi, Anastasiya ammessa come parte civile nel processo contro gli assassini di Luca

Nello stesso procedimento, però, la ragazza è anche imputata per violazione delle normative sulle sostanze stupefacenti. Il gup ha disposto il rito abbreviato per Giovanni Princi

La fidanzata di Luca Sacchi, il giovane rimasto ucciso a Roma con un colpo di pistola lo scorso ottobre, Anastasiya Kylemnkyk, sarà allo stesso tempo imputata e parte civile nel processo per la morte del suo ragazzo. Secondo quanto riportato da Fanpage, la ragazza, nel processo che inizierà per lei il 31 marzo, è accusata di violazione della legge sulla droga. Il giudice per l'udienza preliminare ha, invece, disposto il rito abbreviato per Giovanni Princi, ma lo ha respinto per Valerio Del Grosso, Paolo Pirino e Marcello De Propris.

I processi e le accuse

Secondo quanto riportato dal quotidiano, per Princi (che in caso di condanna potrebbe beneficiare dello sconto di un terzo della pena), il processò avrà inizio il prossimo 28 maggio e dovrebbe tenersi a porte chiuse. Mentre per i tre spacciatori e per la fidanzata del giovane personal trainer rimasto ucciso avrà luogo a partire dal 31 maggio con rito ordinario. Del Grosso, Pirino e De Propris sono accusati di concorso in omicidio e rapina, con l'aggravante di premeditazione.

La pistola che ha ucciso Sacchi

E, oltre a questo, Del Grosso e Pirino, insieme a Kylemnkyk e Princi, saranno chiamati a rispondere di violazione della legge sulle sostanze stupefacenti e del possesso della mazza da baseball per la coppia, cioè la ragazza e il fidanzato, la sera tra il 23 e il 24 ottobre, quando Sacchi ha perso la vita colpito da un proiettile. A De Propris è stata contestata anche la detenzione della pistola che ha ucciso il giovane e di un chilo di droga trovato nella sua abitazione.

L'omicidio

Il giovane è stato ucciso da un colpo di pistola alla testa partito dal giovane pusher di San Basilo, Del Grosso, che insieme al suo complice, Paolo Pirino, avrebbe provato a rubare lo zaino della fidanzata della vittima. In base a quanto ricostruito dall'accusa, la 25enne e Princi avrebbero tentato di comprare una grossa partita di droga (per un valore di circa 70mila euro) con lo scopo di immetterla nelle piazze di spaccio della capitale.

La telefonata

Il ruolo di Sacchi nella vicenda non sarebbe ancora stato chiarito, ma in base a quanto riportato, secondo i testimoni principali, anche lui sarebbe stato coinvolto nello scambio anche se, al momento, non ci sarebbero elementi a confermare questa ipotesi. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano, in una telefonata intercettata dalle forze dell'ordine, si sentirebbe chiaramente Del Grosso dire prima dell'omcidio: "Ascoltami, sto con un amico mio che conosci, bello fulminato...ma se invece io vengo a prendermi quella 'cosa' che mi hai detto ieri e glieli levi tutti e 70? Poi ti faccio un bel regalo".

I giovani coinvolti

In base alle prime informazioni, dall'altro capo del telefono ci sarebbe stato De Propris, già sotto controllo delle autorità per alcune vicende legate al traffico degli stupefacenti. E, stando a quanto ricostruito, sarebbe stato lui a mettere l'arma in mano al 21enne, assassino reo confesso di Sacchi. Pirino e Del Grosso sono stati arrestati il giorno dopo l'omicidio di Sacchi, ma il 29 novembre scorso, per De Propris, accusato di essere il proprietario dell'arma, e per Princi, si sono aperte le porte del carcere. Il primo accusato di omicidio volontario, il secondo per violazione delle normative sulle sostanze illecite. La fidanzata di Sacchi, invece, è stata sottoposta alla misura cautelare dell'obbligo di firma, tre volte alla settimana. La giovane ha sempre negato, però, di aver avuto un ruolo nella compravendita dei 15 chili di droga e di non sapere che all'interno del suo zaino c'erano 70mila euro.

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