Roma, sesso fra vigili in auto: spunta l'ombra della vendetta

Si aprono interrogativi sulla vicenda che vede coinvolti due vigili che hanno fatto sesso nell’auto di servizio. L’ipotesi di una microspia piazzata nella vettura

Roma, sesso fra vigili in auto: spunta l'ombra della vendetta

Sta divenendo un vero e proprio giallo la presunta vicenda "hot" che vede protagonisti due vigili del comando della Polizia locale di Roma Capitale che avrebbero fatto sesso all'interno dell'auto di servizio davanti a un campo nomadi e che sarebbero stati scoperti grazie alla radio che avevano dimenticato accesa.

Alcuni indizi, infatti, fanno ipotizzare che la storia si sia svolta in modo differente da quanto raccontato fino ad ora. Secondo quanto ha ricostruito Fanpage.it ci sono diversi elementi che non quadrano. Innanzitutto la centrale operativa e i colleghi in servizio non avrebbe né registrato né ascoltato quell'audio. I file sono stati sì inviati al Comando ma nessuno dei vigili in servizio in quelle ore li ha sentiti. Molti dubbi sulla eventualità che la radio sia rimasta accesa per sbaglio: lo strumento, infatti, si attiva soltanto digitando un codice. Dietro alla registrazione dell’audio potrebbe esserci un’altra spiegazione. L'ipotesi che si sta facendo largo in queste ore è che una terza persona potrebbe aver installato una microspia all'interno della macchina.

Ma vi è di più. Una circolare di Roma Capitale dispone che il servizio notturno davanti ai campi rom deve obbligatoriamente essere effettuato da almeno tre vigili. I due presunti "amanti", quindi, in quei momenti "bollenti" dovevano essere in compagnia di un altro collega. Capire chi abbia inviato quei file audio al comandante, con tanto di indicazioni e di nominativi, e per quale motivo lo abbia fatto potrebbe essere un tassello per fare chiarezza sulla vicenda. Così come sarà importante comprendere come mai l'audio, presumibilmente registrato nel corso dell'estate, sia saltato fuori adesso. Si ipotizza che qualcuno abbia voluto vendicarsi con i due vigili e, per portare a termine la sua azione, abbia deciso di registrare l'audio per poi diffonderlo.

Ma vi è un altro elemento da non sottovalutare. La vigilessa coinvolta in questa storia di recente ha presentato una denuncia per violenza sessuale. Pare, inoltre, che la stessa donna, una 40enne, qualche anno fa sia rimasta vittima di abusi da parte di un altro vigile.

Ma sulla vicenda si sta stendendo anche un altro mistero, così come hanno indicato i "caschi bianchi" capitolini. "Abbiamo notato una strana coincidenza tra l'episodio che coinvolge i due colleghi del XV gruppo zona Cassia, una notizia di mesi fa e lanciata in occasione della messa in onda di un servizio di Report molto duro nei confronti della polizia locale. Noi riteniamo che questi attacchi ad orologeria siano legati all'avvicinarsi della campagna elettorale", ha dichiarato Marco Milani, coordinatore romano dell'Ugl.

Nel frattempo i due protagonisti della storia sarebbero già stati trasferiti d'ufficio: lei a Monteverde e lui all'Aurelio. Le indagini, però, sono ancora in corso. Se il comportamento dei due vigili dovesse essere accertato per loro scatterebbe la decurtazione dello stipendio o la sospensione.

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