Aiutiamo il nostro cervello

Le patologie neurodegenerative colpiscono un ottantenne su tre

Luigi Cucchi

Nei giorni scorsi si è celebrato in tutto il mondo il World Brain Day, la giornata promossa dalla World Federation of Neurology che si pone come obiettivo una maggiore conoscenza delle patologie neurologiche e neurodegenerative. Al centro di questa edizione «L'invecchiamento della popolazione e la salute del cervello», tema che la Società italiana di neurologia promuove da tempo in Italia. Obiettivo: diffondere le misure di prevenzione per limitare l'insorgenza di danni cerebrali a carattere progressivo. Ictus, Demenze, Morbo di Parkinson, Queste patologie neurologiche colpiscono il 10-20% degli individui di età compresa tra 60 e 80 anni, poi quasi uno su tre ottantennu. Nel mondo le persone over 60 sono 800 milioni, il 12 per cento della popolazione. Entro il 2050 gli over 60 saranno 2 miliardi e crescerà il numero di pazienti affetti da malattie neurologiche.

Il nostro cervello è un bene prezioso, ma ci dimentichiamo di quest'organo, formato da 13 miliardi di cellule, che tanta importanza ha sulla nostra vita. Pur costituendo solo il 2-3-% del nostro peso corporeo, il tessuto cerebrale consuma oltre il 20% dell'ossigeno che respiriamo. Il cervello si sviluppa lungo tutto l'arco della nostra vita, purché sia tenuto sempre attivo e stimolato. Acool e droghe lo danneggiano, ma anche l'inattività ne favorisce il suo degrado. Il cervello va mantenuto impegnato in attività stimolanti e socialmente rilevanti ed aiutato con l'esercizio fisico, una dieta ricca di agenti antiossidanti, corretti valori pressori, frequenti esami ematochimici (colesterolo e glicemia), abolire il fumo, sono i consigli che la WFN nel mondo e i neurologi italiani raccomandano di seguire fin da giovani. Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, il rischio di contrarre la demenza è del 74% più basso nelle persone che si dilettano con i giochi da tavolo, del 35% in meno in coloro che amano la lettura, percentuale che può raggiungere il 69% se si suona uno strumento musicale e il 41% in quanti si divertono con i cruciverba. Anche la passione per musicisti come Salieri o Cimarosa è utile.

«É necessario rimanere mentalmente e socialmente attivi», dichiara il professor Leandro Provinciali, presidente della Società italiana di neurologie (Sin) e direttore di Scienze neurologiche ospedali riuniti di Ancona. «Occorre impegnarsi in attività sociali e ricreative come il volontariato, i viaggi, il giardinaggio, la lettura, la scrittura, esercizi di memoria. É inoltre cruciale controllare i disturbi di ordine ansioso e depressivo e limitare gli stress che riducono l'efficienza cognitiva». La comunità neurologica segnala, inoltre, l'opportunità di una diagnosi precoce di tutte le condizioni che limitano le prestazioni cerebrali in età adulta o avanzata. Attenzione ai superalcolici e all' uso di farmaci attivi sul Sistema Nervoso Centrale, come gli ansiolitici e gli ipnoinducenti (antipertensivi, ipoglicemizzanti, ormoni). É opportuno valorizzare alcuni sintomi, che possono rappresentare elementi premonitori di malattie del cervello: deficit transitori di forza o sensibilità di una parte del corpo, disturbi di memoria, a alterazioni del sonno, compromissione dell'equilibrio, disturbi del movimento, del linguaggio. Una attenta valutazione dei fattori di rischio per una malattia del cervello a lenta evoluzione può consentire di adottare le strategie più opportune per evitare o attenuare una condizione invalidante.

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