Sanità Santa Lucia, in 600 assediano la Regione. Spiragli per il San Raffaele

Poco meno di 600 persone, tra cui molti disabili in carrozzina, medici e personale sanitario, hanno manifestato ieri mattina, e fino a tarda sera, con striscioni e trombette davanti alla sede della giunta regionale per avere garanzie sul futuro della Fondazione Santa Lucia di Roma. Sul posto tre camionette delle forze dell’ordine. «Vogliamo vigilare - ha dichiarato il medico-sindacalista Angelo Tonini - sul decreto che ci è stato promesso ieri (mercoledì) dal commissario alla Sanità Elio Guzzanti. Decreto che dovrebbe revocare la parte normativa delle delibere regionali numero 41, 56 e 88. Queste delibere, volute per il piano di rientro, declassano il Santa Lucia da istituto di prestazioni ad alta specializzazione, il primo per ricerca nel centro sud, a semplice clinica riabilitativa, e il 17 febbraio sono previsti 241 licenziamenti su 650 dipendenti della struttura a cui vanno aggiunti circa 250 contrattisti e ricercatori». «Il Santa Lucia - spiega ancora Tonini - conta 320 posti letto per le patologie neurologiche e ha in cura per percorsi riabilitativi circa 150 bambini, per i quali da un anno non riceviamo alcun soldo dalla Regione. Il 2 febbraio siamo pronti allo sciopero generale. Però siamo pronti a revocare tutto se otterremo ciò che chiediamo». «Ora si mantengano gli impegni sul Santa Lucia, ricordando quelli non rispettati dal vicepresidente Esterino Montino nel settembre e ottobre del 2009. Critichiamo inoltre l’ipotesi prevista nel Decreto 95, anche se è ancora una proposta allo studio avanzata alle Regioni in difetto, in cui si propone di far pagare il 30 per cento della riabilitazione a carico del cittadino», aggiungono in una nota il dirigente regionale dell’Ugl Sanità Lazio Pietro Bardoscia e il segretario provinciale dell’Ugl sanità di Roma Antonio Cuozzo. Il sindacato ha commentato «i risvolti positivi sul fronte Santa Lucia, con l’impegno del commissario Guzzanti di emanare un nuovo Decreto che rivedrà quelli firmati dall’allora Piero Marrazzo». La Ugl Sanità ha invitato «il commissario Guzzanti a non adottare provvedimenti che potrebbero causare gravi disagi a molti cittadini». Ma intanto anche dall’ospedale San Raffaele si chiedono garanzie per l’occupazione a rischio. «Apprendiamo con soddisfazione e speranza quanto dichiarato ieri sera dalla Regione Lazio - fa sapere in un comunicato Carlo Trivelli, presidente del San Raffaele - e riportato da alcuni organi di stampa relativamente alla soluzione dei problemi comunemente sollevati dagli IRCCS del Lazio, Santa Lucia e San Raffaele, e della apertura di un tavolo tecnico proprio tra la Fondazione Santa Lucia e la Regione. Siamo certi che pari dignità e analoga apertura verranno riservate al Gruppo San Raffaele che, come appunto la Santa Lucia, è stato costretto ad avviare la procedura di mobilità per alcune centinaia di unità lavorative e le cui prestazioni di alta complessità in favore di pazienti affetti da gravi cerebrolesioni acquisite, assistiti presso il San Raffaele Cassino, e dei bambini del reparto pediatrico dell’IRCCS San Raffaele Pisana sono a rischio. Attendiamo quindi un concreto segnale dal Vice Presidente Montino e dal Commissario Guzzanti».
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