A Sanremo gli studenti restano con il piatto vuoto

Il piatto piange a Sanremo. Niente a che vedere col tavolo verde del casinò perché a passare la mano, nella città del gioco d'azzardo, questa volta sono 200 bambini della scuola media Dante Alighieri che di colpo sono rimasti all'asciutto, col piatto vuoto. «A seguito dei tagli al bilancio e della ridefinizione delle cattedre», inizia la lettera con la quale il dirigente della scuola media Dante Alighieri, Roberto Criscuolo, ha comunicato venerdì scorso l'«impossibilità di fornire il servizio di assistenza alla refezione scolastica». In altre parole: niente mensa per gli alunni delle succursali di via Panizzi e Coldirodi, sulle alture della città.
Una comunicazione arrivata cinque giorni dopo l'inizio della scuola alle famiglie che sono scese sul piede di guerra. Senza mensa, infatti, non solo i bambini saranno costretti a sei ore di lezione continuative, dalle otto del mattino alle 14, ma «le famiglie che si erano organizzate sul vecchio orario andranno incontro a grosse difficoltà», lamentano i genitori. Il preside, nel difendersi, da un lato punta il dito contro la riduzione degli insegnanti e dall'altro se la prende con l'amministrazione comunale di Sanremo colpevole, a suo dire, di non intervenire in aiuto delle famiglie. Perché «per assicurare la sorveglianza dei 200 alunni durante l'ora di mensa, la scuola dovrebbe pagare col proprio bilancio gli insegnanti con un costo annuale di oltre 20mila euro. Una somma che l'istituzione non può permettersi», ha spiegato il dirigente ai genitori e all'assessore ai Servizi Sociali, Giovanni Berrino, visto che «in base alla legge i Comuni devono intervenire per garantire il servizio mensa». Ma solo a sentire parlare di soldi, dicono dalla scuola, in Municipio sono spariti tutti: «un po' i funzionari erano in ferie e un po' si facevano negare». Il risultato, riassume il dirigente, è che «all'inizio delle lezioni nessuno dell'amministrazione municipale aveva ancora risposto alla mia richiesta anche se ufficiosamente mi hanno fatto capire che soldi non ce ne sono». Insomma, la cosa certa, per ora, è che nella contrapposizione tra il primo (preside) e il secondo (Comune) i bambini rimarranno anche senza contorno.

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