I miliardari non vogliono morire, vogliono vivere per sempre. E te credo, pure noi. Solo che loro si scambiano protocolli segreti molto improbabili. Un articolo di Chris Stokel-Walker su Nature racconta come miliardari e influencer si scambino protocolli per vivere più a lungo, ognuno sembra avere inventato una medicina personale, spesso a metà tra laboratorio sperimentale e superstizione, e la cosa divertente è che, quando non si tratta di metodi scientifici il risultato non è per niente garantito, anzi spesso porta al contrario. Pensate a Steve Jobs, che era pescetariano, brutta fine, non per colpa del pesce, ma di un cancro che quando colpisce non distingue se sei ricco o povero. Direi che il problema più grande ha un nome semplice: DNA, un acronimo che conoscono tutti (meno il suo significato: acido desossiribonucleico, non ricorre mai nelle conversazioni).
La parte divertente è che la ricerca dell’elisir di lunga vita è fondata sul passaparola, sono miliardari però sembrano parrucchiere. Bryan Johnson (imprenditore statunitense diventato miliardario dopo aver venduto la società di pagamenti Braintree) ha sottoposto il proprio organismo a migliaia di misurazioni, dieta rigidissima, orari fissi, integratori, monitoraggio del sonno e perfino controllo delle erezioni notturne (ragazzi che fatica, meglio morire nel sonno), oltre a aver sperimentato la rapamicina fuori indicazione per quasi cinque anni, per poi interromperla, sostenendo che non gli stesse dando i risultati sperati (ma va?). Ha anche ricevuto plasma dal figlio diciassettenne (ve lo immaginate? “Mi serve il tuo sangue”, “perché?”, “per vivere per sempre”, e successivamente ha ammesso di non averne ricavato benefici misurabili (anche qui: ma va?). La FDA aveva già avvertito che le infusioni di plasma giovane non possiedono benefici clinici dimostrati contro l’invecchiamento e comportano rischi, ma a lui che gli frega, anche i miliardari sono affetti da complottismo e dalla medicina alternativa.
Non tutti però sperimentano a buffo. Jeff Bezos è tra i finanziatori di Altos Labs, società partita con circa tre miliardi di dollari e dedicata alla riprogrammazione cellulare, il tentativo di riportare le cellule verso uno stato biologicamente più giovane. Qui siamo nella ricerca scientifica reale, non nelle tisane alcaline, quindi speriamo che ci riesca, e nel caso che sia ordinabile su Amazon.
Idem Sam Altman, il quale ha investito personalmente 180 milioni di dollari in Retro Biosciences, con l’obiettivo di prolungare di circa dieci anni la durata della vita sana attraverso autofagia, ringiovanimento del plasma e riprogrammazione cellulare (ha fatto un po’ un mix di tutto, forse chiedendolo a ChatGPT). Mentre Larry Ellison finanzia da decenni la ricerca sull’invecchiamento e ha investito centinaia di milioni e ha detto: “La morte non ha mai avuto senso per me”. Scusa Larry, secondo te per gli altri sì?
Trump, al contrario, è trumpiano fino al midollo, non spende miliardi per riprogrammare le cellule, fa di testa sua, con convinzioni che sono l’esatto contrario di ogni dieta salutare: prende ogni giorno 325 milligrammi di aspirina, una dose piena, benché i medici gli abbiano consigliato di ridurla, non c’è verso di convincerlo (“I take the big pill”). Aumenta il rischio di ictus, anche perché non ha neppure (a suo dire) malattie cardiopatiche (nelle quali comunque si prescrive l’aspirinetta, non la big pill). Tra l’altro questa big pill non sono esattamente “due aspirine”: è una compressa da 325 milligrammi, equivalente a circa quattro dosi pediatriche americane da 81 milligrammi. Lui spiega di volere sangue “bello sottile” che scorra nel cuore, riconosce che l’aspirina gli provoca lividi. Continua inoltre a consumare Diet Coke, fast food (tutto quello che trovate in un McDonald è la sua dieta salutare) e dolci. Robert Kennedy Jr.
, parlando delle sue abitudini alimentari, ha detto di non capire come sia ancora vivo. Per Trump è la prova che funziona. Come si dice negli esperimenti televisivi, non provate a farlo a casa. Seguite le linee guida dell’OMS, è meglio, funzionano e oltretutto sono meno faticose.