I dinosauri da quando li abbiamo scoperti hanno sempre affascinato tutti (un secolo e mezzo fa insieme a tanti fraintendimenti, scambiandoli per antichi mostri mitologici) e da quando Spielberg ha fatto il primo Jurassic Park ha contagiato il mondo, grandi e piccini, con dinosauri grandi e piccini, tant’è che i Jurassic Park non finiscono più e ho perso il conto di che numero sarà il nuovo film. Tuttavia, malgrado Spielberg, dei dinosauri si ignorano, a livello popolare, informazioni importanti e anche sconvolgenti forse perché scombinano troppo l’idea della nostra esistenza, tanto quanto ha fatto Darwin. Un’informazione che vi darò alla fine, prima ce n’è una nuova.
Di dinosauri ne è stato scoperto uno appartenente a una famiglia di giganti, non il più gigante di tutti (molti lo hanno scritto e soprattutto detto sui social, per fare hype, le notizie sui social vengono gonfiate come dieci dinosauri) però certamente di grosse dimensioni. Ok, direte, un altro dinosauro da aggiungere al nostro album, e poi? La particolarità è che è stato identificato da una sola vertebra fossile (il lavoro è stato pubblicato su Scientific Reports, rivista scientifica open access del gruppo Nature Portfolio). Una vertebra che i paleontologi hanno infilato in una TAC.
Dalla TAC è comparso, dentro la vertebra, una specie di alveare: decine di piccole camere irregolari, separate da sottili pareti ossee. Erano cavità pneumatiche, collegate con ogni probabilità a un sistema di sacchi aerei simile a quello degli uccelli, che alleggeriva lo scheletro senza togliergli resistenza. Una soluzione indispensabile per sostenere corpi giganteschi e soprattutto colli smisurati. Confrontando questa architettura interna e la forma esterna della vertebra (comprese alcune lamine disposte in una caratteristica Y) con quelle di altri fossili, i paleontologi hanno stabilito che apparteneva a un mamenchisauride, una famiglia di grandi sauropodi erbivori dal collo lunghissimo (molto simili a quelli che si vedono nella prima scena di Jurassic Park quando i paleontologi Alan Grant e Ellie Sattler restano a bocca aperta e il pubblico pure, grazie Spielberg) e che la combinazione dei caratteri era abbastanza diversa da meritare un nuovo nome: Uragasaurus kalasinensis. Quanto fosse lungo, come ho detto, quella sola vertebra non permette di dirlo: i suoi parenti potevano superare abbondantemente i quindici metri, però attribuire la stessa misura a questo esemplare significherebbe completare il dinosauro con la fantasia (quella che non manca ai content creator sui social che per moltiplicare i like moltiplicano le dimensioni di tutto). Comunque, per dirla con il mio amico Zyo, bella bestia, mentre l’altra mia amica Shelly se lo porterebbe a letto (Spielberg, sempre sia lodato).
A proposito, dimenticavo: la novità non è soltanto una nuova specie: Uragasaurus kalasinensis è anche il primo mamenchisauride formalmente descritto in Thailandia. Finora questi grandi sauropodi dal collo lunghissimo erano noti soprattutto in Cina. Il ritrovamento allarga quindi la loro diffusione al Sud-est asiatico e suggerisce collegamenti faunistici tra quelle regioni alla fine del Giurassico.
Infine ciò che dei dinosauri ci inquieta tanto da non entrarci in testa, ma da volerli vedere al cinema e da spingere i bambini a volerli come giocattoli: il tempo in cui sono stati sulla Terra. In Jurassic Park viene detto e nessuno ci fa caso, troppo eccitati dal vederli. È il pensiero che siano vissuti su questa nostra Terra ben 160 milioni di anni, e che dall’ultimo dinosauro estinto ai primi ominini che hanno portato a noi passino circa 60 milioni di anni, e che la nostra specie umana Homo sapiens abbia solo trecentomila anni. Il nostro cervello non riesce a pensare ai milioni e alle centinaia di milioni di anni in cui non c’eravamo e però c’erano loro per un tempo lunghissimo, mentre noi non sappiamo quanto dureremo: già puntare su altri trecentomila anni, per eccesso, mi sembrerebbe un azzardo. A rifletterci bene anche su altri centomila. Vedremo, o meglio vedranno, perché nessuno di noi ci sarà più.
Infine mi è rimasta in mente non tanto la vertebra ma la TAC. Voglio dire, esistono TAC per dinosauri con corsia preferenziale, mentre noi per farci una TAC dobbiamo metterci in liste d’attesa che durano un’era geologica, per restare in tema.