Scuola: partono i test di valutazione per gli alunni di medie ed elementari

Più di due milioni di studenti verranno sottoposti alle prove messe a punto dall'Istituto nazionale di valutazione che per la prima volta sono obbligatorie per tutti. In terza media i test si terrano il 17 giugno nell'ambito degli esami ed i risultati incideranno sul voto finale.

Al via le prove nazionali per valutare la preparazione degli studenti italiani. Più di due milioni di studenti delle scuole elementari e medie verranno sottoposti alle prove messe a punto dall'Invalsi, l'Istituto nazionale di valutazione.Si comincia giovedì 6 maggio con i bambini delle seconde e quinte classi della scuola primaria con la prova di italiano. Poi la settimana successiva sarà il turno della prova di matematica.
Poi il 13 maggio toccherà agli alunni di prima media svolgere le prove di italiano e matematica. Per le classi terze della secondaria di primo grado la prova si terrà a giugno , il 17 per la precisione, nell'ambito dell'esame di Stato. In questo caso il risultato della prova Invalsi, obbligatoria, sarà determinante per la valutazione finale.
I test messi a punto dall'Istituto di valutazione saranno una sorta di compito in classe nazionale, uguale per tutte le scuole e serviranno a monitorare i livelli di apprendimento conseguiti dal sistema scolastico e non dai singoli alunni. Obiettivo dei test infatti è quello di misurare per la prima volta in modo compiuto e capillare ( e non più su base volontaria come è accaduto fino allo scorso anno) l'andamento del sistema di di istruzione nel segmento 7-14 anni.
Per il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, queste prove sono ancora condizionate da un eccesso di burocrazia. «Pacchi, plichi, buste e almeno 40 pagine da organizzare e compilare per il lavoro di raccolta dati, di dubbia utilità e con la richiesta di informazioni non direttamente connesse allo svolgimento delle prove, tutto affidato alle scuole e alle segreterie -dice Di Menna_ Ancora una volta la disponibilità, l'impegno e la professionalità degli insegnanti che sono chiamati a continue innovazionì non sono accompagnati dai necessari supporti e dai riconoscimenti che la Uil Scuola rivendica con molta insistenza».


«Anche sulla base di tale esperienza - conclude Di Menna - si confermano le priorità individuate dalla Uil scuola nella sua azione sindacale: sburocratizzare il sistema e riconoscere la specificità del lavoro degli insegnanti valorizzando ruolo e impegno professionale».

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