SE L’UDC SCOPRE LA «COERENZA»

Confesso che non mi appassiona particolarmente nè parlare di Rapallo, nè occuparmi di Udc. Non perchè non si tratti di una bella città, nè di un partito che merita il massimo rispetto. Anzi. Ma, insomma, non voglio apparire monomaniacale.
Eppure, sono qui per il secondo giorno di fila a scrivere di Udc e Rapallo. Per due motivi almeno: il primo è la straordinaria partecipazione dei lettori. Ieri, dopo un articolo in cui chiedevo chiarezza agli uomini di Casini in Liguria, non ero ancora arrivato in redazione, che già avevo il telefono caldo. Decine di chiamate di lettori che ci incitavano ad andare avanti; la testimonianza di un rapallese pentito di aver votato Capurro; il telegramma torrido di una pasionaria della purezza della battaglia politica come Brunella Maietta, ex consigliere comunale azzurro di Portovenere: «Complimenti per il breve, ma deciso fondo di oggi! Così si parla! Bravissimo!!!». Un simile tripudio di punti esclamativi, solo per essermi fatto portavoce dei pensieri del popolo del centrodestra a proposito dell’Udc. Certo, un simile entusiasmo nei nostri confronti fa piacere, soprattutto per un motivo: questo Giornale, sia nelle pagine nazionali che in quelle locali, fotografa alla perfezione un popolo. Che, spesso, i suoi rappresentanti nelle istituzioni non rappresentano nel migliore dei modi.
Ma a dare la spinta decisiva al secondo articolo in due giorni sull’Udc è stato un comunicato stampa che è stato sputato dal nostro fax alle 13,15 di ieri, al termine di un incontro fra una delegazione del partito di Casini e il sindaco di Rapallo Armando Ezio Capurro. L’ultimo capoverso è un capolavoro, un’ubriacatura di maiuscole e notizie: «L’UDC rinnova quindi il proprio sostegno al Sindaco e rivolge un appello a tutto il Consiglio nonchè un richiamo in particolare alla coerenza da parte di chi ha sostenuto il Sindaco in campagna elettorale, sottoscrivendone il programma e riconfermando la fiducia nell’ultimo Consiglio Comunale».
Parole che meritano un’unica chiosa: la memoria. Sulle schede elettorali delle amministrative di Rapallo, il simbolo dell’Udc stava a fianco al nome di Aldo Piccardo, antagonista di Capurro al ballottaggio. E quindi parlare di «richiamo alla coerenza» è quantomeno azzardato.
Ultimo pensierino: come potete leggere nelle prossime pagine, i Comuni che hanno svoltato a sinistra dopo amministrazioni probabilmente deficitarie del centrodestra sono precipitati in un incubo amministrativo. Di Rapallo si sa, a Chiavari e Sanremo è la stessa storia. A Chiavari l’Udc ha fatto la sua partita, diversa da quella del resto della Casa. E anche a Sanremo il consigliere udicino è stato decisivo per non far cadere la giunta Borea di centrosinistra. Il giorno dopo è stato espulso dal partito dal segretario regionale Vittorio Adolfo. Altri tempi? Altra Udc? Altra riviera? Domande.

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