Gabriele Villa
Volete laurearvi in economia? Ci tenete, un domani, a far bella figura sulla piazze internazionali, navigando disinvoltamente tra bond e chips, più o meno blue? Allora accettate un consiglio, lasciate perdere le basi, dimenticate le dinamiche della macroeconomia o le variabili dei mercati finanziari, passate subito al sodo. Passate alla fondamentale distinzione che c'è tra Romano e Silvio. Per scoprirla e mettersi subito sulla carreggiata giusta che vi condurrà, con tutta probabilità ad un 110 e lode, serve solo acquistare un testo-chiave che sta circolando in più di un'aula universitaria. Vi diamo i riferimenti affinché non fatichiate a scovarlo: «Principi di economia» autore N. Gregory Mankiw, Zanichelli editore, pagine 644, prezzo: 56 euro. Trattandosi, come dire, di un voluminoso volume, non è il caso di leggerlo tutto. Il nocciolo della dottrina, l'idea illuminante che vi darà una marcia in più rispetto agli altri ignari studenti sta a pagina 454, dove l'autore si sofferma sul rapporto tra salario e qualità del lavoro. Leggete con noi il seguente capoverso... «Per vedere come funziona questo principio facciamo un esempio. La Acquafresca Spa è proprietaria di un pozzo e deve selezionare un lavoratore per pompare l'acqua del pozzo. I lavoratori interessati al posto sono due: Romano e Silvio. Romano, lavoratore indefesso è disposto a lavorare per 10 euro all'ora. Se gli venisse proposta una cifra inferiore avvierebbe un'attività in proprio di manutenzione di giardini. Silvio è un perfetto incompetente, disposto a lavorare per qualsiasi cifra superiore ai 2 euro orari; se gli venisse proposta una cifra inferiore ai 2 euro preferirebbe starsene in spiaggia a prendere il sole...». Più avanti la conclusione: «...Se l'impresa offrisse meno di dieci euro sarebbe sicura si assumere l'incompetente... e se venisse assunto il lavoratore incompetente il sistema di pompaggio potrebbe venir danneggiato provocando perdite ingenti...». A questo punto crediamo ci siano alcune precisazioni da fare. L'autore del libro, Gregory Mankiw, è uno stimato professore di Economia all'università di Harvard nel Massachusetts, ateneo che non ha bisogno di presentazioni, dove insegna dal 1985. È anche un apprezzato editorialista, chiamato ad intervenire spesso sulle pagine del New York Times, del Washington Post, del Wall Street Journal e di Fortune. Non è improbabile che il professor Mankiw conosca, almeno per sentito dire, sia Romano Prodi sia Silvio Berlusconi ma è molto, molto improbabile, che nell'edizione originale del libro abbia voluto usare per l'esempio di cui sopra due nomi così poco comuni negli Stati Uniti come Romano e Silvio. Dunque? Dunque deve essere solo e semplicemente una gustosa e frizzante trovata del traduttore italiano del volume. Che, se non sbagliamo, è Paolo Canton, laureato in economia alla Bocconi con una tesi sull'editoria periodica.
Se Romano è operoso e Silvio il fannullone
Un esempio che spiega il rapporto lavoro/salario finisce in politica. Con lo zampino del traduttore
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