Il confronto seguito alla presentazione dello studio della Fondazione Pacta ha ribadito la necessità di accompagnare la transizione energetica del trasporto aereo con una visione industriale, normativa e strategica condivisa tra operatori, istituzioni e ricerca. La Fondazione Pacta (Patto per la Decarbonizzazione del Trasporto Aereo) è nata nel 2022 e riunisce 19 soggetti tra i quali Adr come socio fondatore, Enilive, Ita Airways, Intesa Sanpaolo, Aeroporto di Bologna, Airbus, Aviapartner, Enel Foundation, Mundys, Gruppo Save, Swissport, Aeroporti 2030, Aviation Services, Boeing, Enav, Italo, Snam, Marsh Risk e Roland Berger. L'obiettivo è contribuire al percorso di decarbonizzazione, promuovendo analisi e proposte di policy elaborate in modo condiviso, favorendo il dialogo con le istituzioni nazionali ed europee.
Ad aprire il dibattito è stato Massimiliano Cardullo (Fondazione Pacta), che ha sottolineato il ruolo della Fondazione come piattaforma di sintesi tra gli attori del settore. "La best practice di Pacta è diventata un riferimento perché consente di arrivare al decisore pubblico con una posizione già mediata dal comparto", ha spiegato, evidenziando come ciò renda il confronto istituzionale più strutturato in quanto "si mette il legislatore nelle condizioni di sapere che esiste già una discussione di settore ampia".
Sul fronte istituzionale, Claudio Eminente (Enac) ha evidenziato il posizionamento dell'Italia tra i Paesi più attivi sul fronte green. "La decarbonizzazione è un pilastro indiscutibile del trasporto aereo", ha osservato, ricordando il lavoro con Commissione europea e Icao e la necessità di armonizzare le regole a livello globale, anche in relazione ai possibili effetti sulla disponibilità dei carburanti. Andrea Marotta (Enac) ha rimarcato che "il quadro normativo di riferimento presenta ulteriori complessità" e che il settore necessita di strumenti concreti e di "una policy complessiva di governo che tenga insieme normativa, investimenti e capacità di adattamento". Andrea Di Stefano (Enilive) ha richiamato il tema degli investimenti industriali, con l'obiettivo di arrivare a 2 milioni di tonnellate di Saf su 5 complessive. Fabio Sgroi (Italo) ha ampliato il concetto di sostenibilità oltre la sola dimensione ambientale. "Alla parte economica va affiancata quella sociale", ha osservato, sottolineando il ruolo della connettività come fattore di inclusione e la necessità di una mobilità realmente integrata, in cui anche l'ultimo miglio e le emissioni complessive dei diversi segmenti di viaggio assumono rilievo.
A chiudere il confronto sono stati il senatore Dario Damiani (Fi), commissione Bilancio, e l'onorevole Andrea Mascaretti (Fdi), presidente dell'Intergruppo parlamentare per la nuova economia dello spazio.
Damiani ha definito il trasporto aereo "un settore strategico per il Paese" e ha sottolineato la necessità di "mettere a sistema tutte le leve finanziarie a disposizione" per sostenere la transizione, anche nel confronto europeo su Pnrr e fondi di coesione. Mascaretti ha ribadito che "proteggere l'ambiente non significa fermare innovazione e sviluppo", indicando nei carburanti sostenibili una risposta concreta.