Sicilia in festa sognando un posto in Champions

La Sicilia gode e festeggia. Momento entusiasmante questo per le squadre sicule, con il Palermo che - dopo aver battuto la Juve a Torino - si pone come quarta forza del campionato con l’obiettivo dichiarato di un posto in Champions.
Già, perché il cammino dei due club isolani è simmetrico seppur con traguardi differenti: proiettato verso l’alto quello dei palermitani che inseguono il risultato doc dopo che nel 1987 la gloriosa società fallì per la terza volta, trovando il definitivo rilancio nel luglio 2002 proprio con l’arrivo del vulcanico Zamparini (28 allenatori esonerati in carriera, 12 nei suoi anni all’ombra della Favorita). Il Catania invece, ha vissuto di alti e bassi, dal trionfale «Clamoroso al Cibali!» che Sandro Ciotti lanciò via etere il 4 giugno 1961 nell’incredibile 2-0 all’Inter di Herrera agli anni di buio profondo della società guidata dal 2004 dalla premiata ditta Pulvirenti-Lo Monaco. A complicare tutto è quel maledetto 2 febbraio 2007, il derby col Palermo al Cibali, la morte dell’ispettore Filippo Raciti. Nel 2009 il Catania parte male e, a malincuore, il presidente Pulvirenti è costretto a esonerare il tecnico Atzori sostituendolo con quel Sinisa Mihajlovic che fa il miracolo vincendo (dopo 46 anni) a Torino con la Juve, portandosi 4 punti sopra la zona retrocessione.
Felice Pulvirenti, ma strafelice Zamparini che non sta più nella pelle. «Adesso siamo una squadra da Champions», afferma con orgoglio il presidente rosanero che entro il 2013 vuole costruire un nuovo stadio nel capoluogo. «Rossi ha fatto diventare il Palermo una squadra (a Zenga, esonerato lo scorso 23 novembre dopo l’1-1 casalingo proprio col Catania, staranno fischiando le orecchie, ndr), anche se non siamo ancora da scudetto ma nel gruppo che alle spalle delle tre grandi porta alla Champions. E ora posso affermarlo tranquillamente: possiamo lottare per l’Europa. Sono stato fortunato ad aver trovato Delio Rossi libero. Anzi, mi sono arrabbiato col mio ds Walter Sabatini e gli ho chiesto perché non me lo abbia portato prima, visto che lo conosceva dai tempi della Lazio». E poi l’elogio di Rossi: «È un allenatore tranquillo, molto sicuro di sé. È convinto del proprio lavoro, ha un ottimo rapporto con i giocatori e tiene sempre in considerazione le esigenze della società. Ma basta elogi, altrimenti me lo portano via e io voglio tenermelo tanti anni». Simpatico Zamparini: le stesse parole che aveva detto quando aveva preso Zenga nello scorso luglio! Bilancio in pareggio, valorizzazione dei giocatori (Pastore è nel mirino dell’Inter, Kjaer del Manchester United) e un occhio benevolo verso gli arbitri: «Io vorrei sempre arbitri giovani e due-tre anziani tra i migliori. Però dovrebbero stare sotto la Lega, classificati e non controllati da tutte le società e non dalle solite 2-3 che possono aiutarli a fare carriera. Ai nostri arbitri manca il dialogo con i giocatori, a differenza degli inglesi che dialogano con serenità e tranquillità. Collina? Non sempre un buon architetto è un buon insegnante nella facoltà di architettura». Insomma, la Sicilia calcistica è in festa e Zamparini è al settimo cielo... almeno fino alla prossima polemica.