Silenzio stampa a scuola Il provveditore Colosio: «Nessuna censura per i presidi»

Può un preside rilasciare interviste a un giornale? La domanda si è posta nei giorni scorsi in seguito a una lettera a firma del direttore scolastico regionale Giuseppe Colosio arrivata ad alcuni dirigenti scolastici (non più di cinque) con una «richiesta di chiarimento» rispetto al fatto che questi avevano denunciato attraverso i giornali alcune situazioni di difficoltà soprattutto relative all’assistenza agli alunni disabili. Forse quel che ha destato una sorta di allarme è stato l’«oggetto» stesso della comunicazione, una modalità che è normalmente utilizzato nelle lettere con cui gli stessi presidi avviano un procedimento disciplinare nei confronti di un docente o un non docente. Un intervento dunque che si temeva potesse essere considerato l’avvio di una sorta di censura. Interpretazione che lo stesso Colosio però respinge con decisione: «Si tratta di casi difficoltà delle scuole - dice il direttore scolastico regionale - che io ho appreso attraverso i giornali. Ora l’unico mio intento dell'iniziativa era quello di evitare che io debba conoscere un problema attraverso il giornale. La lettera ha quindi solo questo obiettivo: invitare i presidi a darmi informazioni dirette e tempestive su eventuali difficoltà nella gestione della scuola». Nessuna forma di censura, allora? «Assolutamente no – continua il direttore scolastico regionale –. Credo anzi che i presidi possano considerare la stampa un alleato importante, cioè come uno strumento utile con cui restare in buona relazione. La scuola di Milano e in genere della Lombardia è ricca di iniziative importanti che spesso hanno bisogno di essere adeguatamente pubblicizzate e valorizzate. Ben fanno i presidi, dunque, a sfarsi intervistare per spiegare il significato delle loro iniziative». Resta comunque il fatto che interventi di questo tipo non hanno precedenti a Milano.
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