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Addio umani? Quasi, il giardiniere 4.0 lavora con una flotta di robot

Pudu Robotics presenta la serie GT: robot autonomi con LiDAR e sensori che tagliano, raccolgono e svuotano i residui su grandi superfici e campi sportivi, trasformando il lavoro del giardiniere

Pudu Robotics

I robot tagliaerba forse passano più inosservati perché spesso sono lontani dalla quotidianità di molti italiani che vivono in condominio e non hanno a disposizione giardini e superfici erbose. In realtà, se li paragoniamo con i robot per la pulizia della casa, i rasaerba sono forse i più interessanti da osservare nella loro evoluzione tecnica perché stanno facendo enormi passi in avanti.

E, verosimilmente, saranno tra i primi a raggiungere la completa autonomia creando uno scenario simile a quello dei film di fantascienza, dove le macchine si occupano dei compiti noiosi e ripetitivi e i professionisti possono dedicarsi a quelli più alti e sensibili.

Basta immaginarsi il lavoro del giardiniere, oggi fatto sia di compiti che richiedono una maggiore attenzione, come la piantumazione, la cura delle piante o la parte artistica della composizione di aiuole e siepi, sia di operazioni più banali e ripetitive come appunto il taglio dell’erba, la raccolta dei residui e la pulizia da foglie e simili.

Il rasaerba autonomo va quindi nella direzione di potenziare il giardiniere, non di sostituirlo. Un professionista, ad esempio, può accettare la manutenzione del verde di un’azienda e avere come “colleghi” uno o più robot che, se autonomi come gli ultimi modelli presentati da PUDU, consentono al giardiniere di impostare alcuni parametri e andare ad occuparsi di compiti più sensibili.

Le nuove macchine professionali presentate da Pudu Robotics, che non hanno niente a che vedere con i piccoli robot per i giardini privati, promettono di riconoscere persone e veicoli, possono spostarsi tra zone diverse, possono raccogliere le foglie e i residui e perfino svuotare il contenitore in una zona designata prima di tornare autonomamente al punto in cui avevano interrotto il lavoro.

Pudu Robotics
Pudu Robotics

La nuova gamma di robot autonomi si chiama PUDU GT Series ed è composta da tre modelli destinati alla manutenzione di, parchi, grandi proprietà, aziende e campus, campi sportivi e campi da golf. L’aspetto interessante di questi modelli è nell’integrazione di più operazioni che prima richiedevano o robot diversi, o la collaborazione tra robot e umani.

Ora, invece, taglio, aspirazione, raccolta e pulizia vengono concentrate in un unico robot autonomo che può lavorare senza la presenza continua di un operatore.

Alla base della tecnologia di visione ci sono LiDAR, telecamere e sensori di profondità. Il robot costruisce una mappa dell’area, riconosce i confini del prato e rileva persone, animali, veicoli e ostacoli. In base alla situazione può rallentare, fermarsi oppure modificare il percorso

Il GT3 è un robot largo 91 centimetri che può tagliare l’erba, aspirare i residui e raccogliere le foglie. Praticamente fa tutto in autonomia: quando il contenitore è pieno, infatti, GT3 può raggiungere il punto di scarico, svuotarsi e riprendere l’attività.

Può inoltre attraversare percorsi autorizzati per passare da una zona verde all’altra, senza dover essere trasportato manualmente.

GT5 applica la stessa logica alle grandi superfici con un piatto di taglio da ben 1,52 metri e la capacità teorica raggiunge circa 8.000 metri quadrati ogni ora. A bordo una batteria da moto elettrica che promette tra 8 e 10 ore di utilizzo.

Anche in questo caso la macchina raccoglie erba, foglie e detriti durante il taglio, si svuota autonomamente e torna al punto di interruzione.

Chiude l’elenco delle novità il GT7, pensato per tappeti erbosi professionali che necessitano di un taglio più specifico. Utilizza tre cilindri di taglio che seguono le ondulazioni del terreno, una logica simile a un rasoio elettrico che segue le curve del volto, ma applicata per mantenere costante l’altezza dell’erba sui campi sportivi e sui campi da golf ad esempio.

L’operatore può programmare angoli, direzione e corsie, ottenendo percorsi ripetibili e le tipiche strisce visibili sui campi da calcio. Inoltre la trazione è integrale e consente di superare pendenze fino a 30 gradi.

La vera novità di tutti questi modelli è l’arrivo di una tecnologia che ora si occupa dell’intero ciclo, lasciando all’uomo solamente che la raccolta dei residui che il robot lascia nel punto di scarico designato. E, proprio per questo, apre a scenari interessanti in ambito professionale.

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