Per il terzo anno consecutivo, l’istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello ha annunciato la chiusura per il Ramadan. L’istituto invoca l’autonomia scolastica che consente di gestire i giorni di chiusura in libertà a patto di non oltrepassare il numero di giorni di chiusura indicati dal ministero. In nome dell’inclusione e adducendo come ragione la presenza di una maggioranza di studenti di religione musulmana, la scuola opta per questa decisione che, in fondo, è politica e provocatoria.
Come riferisce il quotidiano Libero, infatti, un sondaggio pubblicato sul primo numero del giornalino scolastico ha restituito un risultato che forse non era quello immaginato, perché con il 45,7%, gli studenti di scuola media hanno eletto il Natale come festa preferita. E il Ramadan? Indietro: solo il 34,3% degli studenti ha indicato il Ramadan come festa preferita. Un dato che stupisce, considerando che il 55% degli studenti iscritti all’istituto è straniero, con gli egiziani che staccano tutte le altre nazionalità con quasi il 25% del totale degli stranieri. La chiusura per il Ramadan nel 2026 è prevista per il 20 marzo, quando i musulmani festeggeranno l’ultimo giorno di digiuno. “La decisione è stata presa perché eravamo consapevoli che sarebbero mancati molti alunni e le lezioni non sarebbero state produttive”, ha dichiarato il dirigente scolastico, Alessandro Fanfoni, rispondendo alle domande degli studenti nel giornalino scolastico, come riferito da Libero.
“Non si capisce veramente il motivo per cui questo istituto debba chiudere per una festa religiosa che non ci appartiene”, ha dichiarato l’europarlamentare Silvia Sardone, vicesegretario della Lega, commentando la notizia di Pioltello. In questi giorni ha fatto notizia anche la decisione di una scuola superiore di Genova, in cui il dirigente scolastico ha invitato i docenti a concentrare le interrogazioni e le prove di verifica nelle prime ore di lezione, in modo tale da non gravare eccessivamente sugli studenti che seguono il digiuno e che, durante la giornata non riuscirebbero a sostenere un impegno mentale importante.
Per il resto, nelle scuole i dirigenti stanno inviando circolari per informare i genitori che gli studenti che seguono il digiuno possono uscire da scuola durante l’orario della mensa per poi rientrare a scuola per seguire le lezioni del pomeriggio.