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"Sono partito in salita, nessuno ci credeva. Ho l'anima in fiamme"

Il vincitore all'Ariston Sal Da Vinci racconta cadute e risalite. I complimenti di Verdone

"Sono partito in salita, nessuno ci credeva. Ho l'anima in fiamme"
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Sal Da Vinci, chi l'avrebbe detto.

"Ho l'anima in fiamme".

Addirittura?

"Eh beh, sono partito molto, molto in salita in questo Festival".

Cioè nessuno credeva che avrebbe vinto?

"Anche adesso non piaccio a tutti e il mio brano Per sempre sì non è ovviamente entrato nel cuore di tutto il pubblico. Ma almeno ho avuto l'onesta di restare fedele a me stesso, sono stato coerente".

In effetti Salvatore Michael Sorrentino detto Sal Da Vinci, nato a New York nel 1969 al seguito del papà in tour con Luciano Tajoli e Claudio Villa, non si è mai perso per strada, non ha fatto (troppi) compromessi, è rimasto lo "scugnizzo" che ha iniziato a cantare a sette anni (era Miracolo 'e Natale) e a trenta era il protagonista dell'Opera buffa del Giovedì Santo, gioiello teatrale di Roberto De Simone. Era già passato a Sanremo nel 2009 arrivando terzo con Non riesco a farti innamorare ma evaporando quasi subito perché "non ho avuto l'aiuto dei discografici". Poi c'è stato il boom di Rossetto e caffè, brano "virale" come piace dire oggi che è arrivato a mezzo miliardo di visualizzazioni. E adesso il primo posto al Festival di Sanremo che, a 57 anni, è una bella rivincita da raccontare.

Che cosa le ha detto sua moglie dopo la vittoria?

"Ci siamo guardati e mi ha detto grazie".

Grazie perché?

"Ha apprezzato che ho mantenuto la mia parola e ho tenuto duro fino alla fine".

Adesso?

"Se penso che devo rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest... È tutto persino più bello di come me lo sognavo".

Cambierà o adatterà il brano per un gara europea?

"No, Per sempre sì rimarrà la stessa anche a Vienna durante l'Eurovision".

Sal Da Vinci, lei entra nella galleria di personaggi italiani che sono arrivati al successo popolare dopo tanti alti e bassi.

"Se penso al calcio, mi viene in mente Schillaci che quando è arrivato in Nazionale tanti hanno detto Ma che ci fa questo qui con la maglia azzurra?. Poi lo abbiano amato tutti e ha fatto bene al cuore degli italiani. Io non sono Schillaci e non sono nemmeno Maradona, naturalmente. Sono Sal e rimango Sal".

Non ha paura che adesso l'ondata di successo la travolga?

"Nessuno mi ha regalato mai nulla e difatti dedico il primo posto a tutti i Sal del mondo. Come cantava Pino Daniele, i napoletani sono nu popolo ca cammina sotta 'o muro e io ho camminato a lungo sotto il muro".

Nei giorni scorsi è circolata la sua presunta dichiarazione che avrebbe votato No al referendum sulla giustizia.

"Mi sono accorto ieri mattina che avrei detto qualcosa del tipo La mia canzone si intitola Per sempre sì ma io voto no. Ma siamo pazzi? Non sono cose che dico, sono cose personali, incredibile che davvero qualcuno ci creda".

Carlo Verdone ha ricordato quando l'ha scelto per il cast di Troppo forte: "Oggi troppo forte sei tu".

"Sì ho girato parecchi film, specialmente negli anni scorsi".

Le piacerebbe ritornare sul set?

"Come dire di no".

Quale regista sceglierebbe?

"Ovviamente ci sono dei registi che mi fanno impazzire come Martone, Garrone o Sorrentino perché il loro cinema esprime la mia visione della vita. Certo, se mi chiamassero...".

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