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La speranza nel futuro può nascere anche da un 13enne che vuole diventare carabiniere

Un ragazzino di tredici anni ha confezionato a mano portachiavi per regalarli ai carabinieri, si è presentato in caserma a Rozzano per fare loro gli auguri e in un sussulto di speranza ha rivelato che il suo sogno da adolescente è entrare nell'Arma

La speranza nel futuro può nascere anche da un 13enne che vuole diventare carabiniere
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C'è una grande presenza di attività svolte da minori, spesso con l'uso di coltelli. Sono necessari interventi che coinvolgano il sociale, le scuole e le famiglie. Sono i pensieri che il prefetto, Claudio Sgaraglia, ha consegnato alla stampa nel suo incontro di fine anno, ricordando l'emergenza che per Milano è e resta la criminalità minorile. Difficile dargli torto, perché la realtà ci è sotto gli occhi e abbiamo in mente le immagini delle vite perdute, mutilate o bruciate per motivi che solo in superficie possono apparire banali. Dentro i ragazzi che chiamiamo maranza o baby gang, si nasconde un vuoto esistenziale che non è eccessivo definire voragine. Ma se su questo siamo tutti d'accordo, più difficile è comprendere come cercare di riempirlo. Mancano i valori, ci si ripete. Eppure i segnali di speranza non mancano, soprattutto per chi crede, attratto più o meno consapevolmente da san Tommaso d'Aquino, che il bene è diffusivo di sé. Insomma, si contagia. E allora andiamo a vedere che cosa accade in questi giorni, lontano dai nostri sguardi affaticati da guerre, omicidi, violenze, stupri. Annus horribilis è stato definito con molte ragioni il 2025. Eppure. Un ragazzino di tredici anni ha confezionato a mano portachiavi per regalarli ai carabinieri, si è presentato in caserma a Rozzano per fare loro gli auguri e in un sussulto di speranza ha rivelato che il suo sogno da adolescente non è diventare ricco o famoso o ricco e famoso, ma entrare nell'Arma. Ha anche voluto una foto ricordo di questo incontro con le forze del bene. Poco lontano, a Sedrina, un ragazzo venezuelano di ventidue anni, Abraham, che da tre anni vive nella Bergamasca, ha salvato una vita umana: ha visto un suo coetaneo che si sporgeva oltre un parapetto sul fiume Brembo e lo ha convinto a tornare indietro.

A chi gli chiedeva come avesse fatto ha risposto: "Gli ho detto che la vita è bellissima". L'importante è crederci sul serio, quando cerchiamo di convincere i nostri figli che è davvero così e che non vale la pena sprecarla. Si può anche iniziare raccontando loro queste storie eccezionalmente semplici.

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