Cultura e Spettacoli

Ai Golden Globe trionfano Argo e I miserabili

Ben Affleck vince per la regia e il miglior film. Jodie Foster fa coming out

Ben Afflek ritira il Golden Globe per "Argo"
Ben Afflek ritira il Golden Globe per "Argo"

Argo, il thriller firmato da Ben Affleck sul salvataggio di un gruppo di diplomatici ostaggi in Iran durante la rivoluzione del 1979, e I miserabili sono stati i grandi trionfatori della 70esima edizione dei Golden Globe, in una serata in cui il favoritisssimo Lincoln, front runner anche nella corsa agli Oscar, è rimasto praticamente a bocca asciutta. Per Ben Affleck, che non ha ottenuto la nomination come miglior regista agli Oscar, una grande soddisfazione. Ma la serata è stata ricca di sorprese.

I miserabili, adattamento cinematografico del celebre romanzo di Victor Hugo, ha ottenuto tre dei quattro Golden Globe a cui era candidato: è stato premiato come "miglior musical dell’anno" e premiato anche per la recitazione di Hugh Jackman (migliore attore protagonista) e Anne Hathaway (migliore attrice secondaria). Argo, il racconto della storia vera della liberazione di un gruppo di ostaggi nell’Iran post-rivoluzione islamica, ha ottenuto una doppia vittoria, vincendo nella categoria "miglior pellicola drammatica" (il premio più ambito della serata) e "migliore regia". Ben Affleck, conosciuto ai più come attore, ha sbaragliato i pronostici, tutti favorevoli a Steven Spielberg (che ha raccontato la battaglia del presidente Usa Abraham Lincoln per metter fine alla schiavitù) e Kathryn Bigelow, (autrice del film sull’uccisione di Osama bin Laden, Zero Dark Thirty). "Mi sento l’uomo più fortunato del mondo", ha detto Ben Affleck alla stampa a conclusione del galà, quattro giorni dopo la cocente delusione per la mancata nomination all’Oscar (Argo però è in corsa come miglior film dell’anno).

Deluso dall’Academy anche il produttore del film, George Clooney: "Ha fatto un lavoro fenomenale con questa pellicola, avrebbe dovuto ottenere la nomination per la regia, ma chi capisce cosa accade con l’Academy...". Daniel Day-Lewis, l’attore britannico straordinario interprete di ’Lincoln’ ha incassato l’unica vittoria della serata per il film di Spielberg, che invece è il grande favorito per la serata degli Oscar con ben dodici nomination. Due Golden Globe anche a Quentin Tarantino per il suo Django Unchained: per la sceneggiatura, firmata dallo stesso regista, e per il miglior attore non protagonista, Christoph Waltz, il dentista che diventa cacciatore di taglie. Amour, il film dell’austriaco Michael Haneke, già vincitore della Palma d’Oro a Cannes, ha arricchito il "carnet" con il Golden Globe per il "miglior film in lingua straniera" e si conferma il grande favorito della categoria per la notte degli Oscar.

Due primedonne, Adele e Jodie Foster, sono state le protagoniste di alcuni momenti significativi della 70esima edizione dei Golden Globe. Adele, che non era più apparsa in pubblico dopo la nascita del suo primo figlio, con la sua Skyfal, premiata come miglior colonna sonora originale, è riuscita - insieme al collaudato co-autore Paul Epworth - per la prima volta a portare ai massimi onori un tema di James Bond. "È per il mio adorabile bimbo", ha detto la star tornata sul red carpet appena dodici settimane dopo la nascita del bimbo, di cui ancora non ha rivelato il nome. Jodie Foster, l’attrice 50enne di solito schiva e molto restia a parlare della sua vita privata, ha commosso la platea con un sorprendente ed emozionante discorso di accettazione del premio alla carriera, che è stato un omaggio alla sua ex compagna, Cydney Bernard, con cui ha vissuto vent'anni e con cui ha due figli, definita "la mia ex partner in amore, mia virtuosa sorella d’anima di una vita".

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