Annamaria Bernardini de Pace: un avvocato al servizio dei ragazzi

In un momento storico in cui le famiglie con il covid sono messe ancora più sottopressione, arriva un utilissimo manuale per ragazzi, utile strumento anche per i genitori, scritto dall'avvocato Annamaria Bernardini de Pace come supporto e utile strumento di conoscenza

Annamaria Bernardini de Pace: un avvocato al servizio dei ragazzi

Da uno dei più brillanti e autorevoli avvocati che abbiamo nel nostro Paese, Annamaria Bernardini de Pace, sempre in prima linea quando si tratta di diritti e violenza, arriva un libro dedicato ad una categoria, quella dei bambini e dei ragazzi, che spesso sbagliando si pensa abbiano solo doveri. “Manuale di autodifesa per ragazze e ragazzi” (Guidemoizzi Editore) è un libro, o meglio un manuale, frutto della sua lunga esperienza lavorativa con famiglie allargate, separazioni, divorzi e figli usati talvolta come armi. E proprio a loro, ai figli e alla famiglia, è dedicato questo manuale. “Quando l’ho scritto - spiega l’Avvocato - l’ho pensato come uno strumento utile, soprattutto per gli insegnanti, che dovrebbero farlo conoscere ai ragazzi per aiutarli in un momento della loro vita fondamentale dove si costruiscono gli uomini e le donne di domani”. Il Covid ha spesso inasprito i rapporti familiari facendo aumentare i casi di violenza domestica ed è proprio in questo frangente che questo libro è un utile strumento di comprensione per chi spesso strumenti non ne ha.

Avvocato, come ha avuto l’idea di scrivere questo manuale?

Sono 25 anni che mi occupo di famiglie e mi sono resa conto che, spesso, i genitori credono che i figli siano degli oggetti che devono fare tutto quello che vogliono e che poi improvvisamente a 18 anni diventano selvaggi e possono agire come vogliono. In questo modo la casa e il nucleo familiare diventano veramente un albergo. Ho sempre trovato che questo concetto fosse sbagliato perché crea problemi soprattutto tra i genitori che litigano tra loro perché magari non sono d'accordo sulla modalità genitoriale. Una delle discussioni più frequenti è quella in cui la madre è convinta che i figli siano una sua proprietà e che sia lei a concederli al padre. Io che da sempre come avvocato difendo più i figli che i genitori, ad un certo punto ho sentito la necessità di scrivere qualcosa per loro. Qualcosa però che anche i genitori potessero leggere perché i primi ad imparare devono essere proprio loro. Ed è nato così questo manuale. Leggendolo scopriranno un modo diverso di trattare i figli e avranno anche un atteggiamento diverso nelle separazioni, su come ad esempio gestire i tempi di pertinenza dell'uno e dell'altro. I genitori sono infatti convinti che è loro diritto avere un figlio, ma non è così. È diritto del figlio stare con i genitori e quindi, quando in coppia si discute, bisogna farlo per il diritto di “un altro”, non del proprio. Il figlio non è un oggetto che il mondo ci ha regalato, è una persona che va portata nel mondo alla quale bisogna riconoscere dei diritti ed è soprattutto un soggetto, non un oggetto.

Spesso però si impara ad essere genitori e ci si sente responsabili per i propri figli...

Più che la responsabilità i genitori sentono il possesso. Questo è un aspetto egocentrico, non egoista magari, ma molto ego riferito. È per questo che poi i figli si viziano, non si formano bene e imparano a dire le bugie. Ovvero il peggio dei figli si crea crescendoli come propri oggetti con il quale strumentalizzare la vita degli altri e dei figli stessi.

Il covid non ha certo aiutato, perché spesso ha inasprito situazioni familiari

In questo periodo infatti ci sono molte più coppie che si separano per non parlare delle violenze domestiche in aumento. Intanto in tutte le famiglie ci sono quelli che rispettano le regole, e i negazionisti. Se si pensa che basta un componente che esce senza mascherina per mettere in pericolo tutti, si può capire facilmente come in questo momento ci siano scontri all’interno delle mura domestiche. Mi viene in mente una signora venuta da me il cui marito si era rifiutato sia di prestare il suo di computer sia di comprarne uno ai suoi tre figli che ne avevano bisogno per studiare online. Questa signora si è dovuta sobbarcare il peso economico dando fondo a tutti i suoi risparmi per poi scoprire, su mio suggerimento, che in realtà il computer oltre che per lavorare il marito lo usava per fare chat erotiche la mattina. Oltre al cattivo gusto che penso sia chiaro a tutti, quello di poter utilizzare il computer del padre o di averne uno per studiare era un diritto dei figli non una concessione.

Abbiamo parlato dei doveri dei genitori, ma quali sono anche quelli dei figli?

I figli in realtà ne hanno pochi, ne hanno più i genitori come quello di doverli rispettare occuparsi della loro formazione e abituarli a frequentare un "domani sociale", quindi a rispettare gli altri. I doveri dei figli sono solo rispettare i genitori e quando diventano maggiorenni e rimangono in casa, contribuire ai bisogni della famiglia, ma non prima prima hanno il diritto di essere mantenuti, educati, formati rispettati nel loro diritto alla salute. Come dicevamo sono molti di più quelli dei genitori anche se nel pensiero comune sono i figli pieni di doveri e i genitori di diritti. Ecco perchè dico, sorridendo, che questo è un libro che piacerà molto ai ragazzi ma farà molto riflettere gli adulti.

Questo manuale oltre che di dovere e diritti parla anche di situazioni sociali importanti. È corretto?

Esatto, anche del cyberbullismo dei Hikikomori (un fenomeno nato in Giappone dove i ragazzi si ritirano fisicamente dalla vita sociale vivendo la realtà solo attraverso i social ndr), di come comportarsi davanti ad una violenza familiare o durante la separazione dei genitori. Una delle mie più grandi soddisfazioni è stata la telefonata di una ragazza di 16 anni, bullizzata a scuola per il suo peso che leggendo il libro ha trovato il coraggio prima di parlare con un’insegnante e poi con la psicologa della scuola che l'ha aiutata a confrontarsi con la famiglia e a risolvere questo problema. Nel manuale ci sono anche anche numeri di telefono utili e mi sono sincerata che la scrittura fosse fruibile e di facile lettura immedesimandomi in ragazzi di quella età, pur dando nozioni importanti che riguardano anche la legge.

Ma è anche vero che spesso, nelle separazioni, i figli si approfittano dei genitori...

Questo succede quando i figli sono svegli ed intelligenti e usano questa modalità con l’uno o con l’altra perchè in realtà sono arrivati al momento prima della separazione in maniera serena. Al contrario se sono complessati, oppressi, perseguitati da genitori troppo apprensivi o al contrario assenti, allora spesso vengono fuori enormi problemi psicologici.

Rispetto a quando lei aveva i figli piccoli come sono cambiati ora i ragazzi?

Moltissimo, lo vedo dai miei nipoti, dai figli dei miei clienti. Quando le mie figlie erano piccole ero io che spiegavo a loro le cose, ora anche a nove anni spesso i bambini hanno un cellulare e sanno esattamente come usarlo e come informarsi. Secondo me i ragazzi di oggi imparano a leggere prima e a scrivere mai. Io ho sentito con le mie orecchie un bambino chiedere il numero di telefono di Babbo Natale per potergli mandare un messaggio Whatsapp.

Qualche anno fa la famiglia era soprattutto patriarcale, andando avanti la coppia si è riequilibrata. Ora socialmente come siamo messi, soprattutto parlando dei papà?

Una volta rappresentavano l'autorevolezza della famiglia, davano la norma, oggi ci sono o le mamme che stanno più loro con i figli e fanno loro la norma o i papà che fanno troppo i mammi o quelli che scambiano l'autorevolezza con la violenza, purtroppo esistono ancora, dei quali i bambini hanno paura. La violenza poi non necessariamente fisica, perché è molto peggio quella psichica ed economica. La violenza fisica lascia lividi sulla pelle che tutti possono vedere, ma i lividi dell'anima non li vede nessuno.

Come sono diventate invece le mamme?

Ce ne sono di tanti tipi, quelle che pensano solo ai figli e al marito e quando si separano si trovano a non avere un lavoro e devono combattere per l’assegno di mantenimento. Io spingo sempre le donne a crearsi una propria indipendenza e a dividere i compiti in famiglia con il marito affinché nessuna debba sacrificarsi sull’altare della famiglia. Poi ci sono quelle che se ne fregano e lasciano i figli alla tata tutti i giorni delegando anche la scuola. Un’altra categoria sono quelle che lavorano e vivono costantemente con il telefono in mano e il senso di colpa nei confronti dei figli, perché ancora oggi continua ad esistere il mito della madre che deve rimanere in casa a crescerli.

I ragazzi che hanno letto il libro che feedback le hanno dato?

Molti mi hanno scritto dicendo di aver scoperto cose che non sapevano e che invece li hanno aiutati sia nei rapporti in famiglia sia a scuola. Uno dei messaggi che mi ha fatto più piacere è stato quello di una ragazzina arrabbiatissima con il padre perché gliene aveva fatte di tutti i colori, tra tutte non consentendole ad esempio di andare nella scuola che voleva. Quando ha letto il libro mi ha chiamato dicendomi: "Avvocato, sei magica perché dopo le liti con mio padre io avevo sempre il senso di colpa. Ora ho capito che era lui che sbagliava".