Da Benassi a Giannini, l'abilità di creare stili e lanciare carriere

Anche l'Italia ha i suoi assi

Da Benassi a Giannini, l'abilità di creare stili e lanciare carriere

A loro piace star lontano dai riflettori. Ma spesso sono quelli che sanno come accenderli. Produttori. Deejay. Ingegneri del suono. Spesso collaborano tra loro a seconda dei dischi cui lavorano, qualche volta sono praticamente tutt'uno con l'artista come Claudio Guidetti, che è molto vicino a Eros Ramazzotti (ha prodotto anche l'ultimo disco Perfetto ). E sono molto spesso decisivi sull'onda di quello che da decenni è Claudio Cecchetto. Spesso talent scout. Spesso confidenti. Sempre capaci di rendere concreti progetti, idee, visioni musicali. Dal grande Mario Lavezzi (Vanoni e Amoroso tra gli altri) fino all'implacabile Fabrizio Giannini (Ferro, Giorgia, Zilli, Ferreri, lui non sbaglia un colpo) è un parterre du roi che mantiene molto alto il nostro livello musicale e spesso ha anche grandi responsabilità nel successo dei nostri cantanti all'estero. Ad esempio c'è (anche) Michele Canova Iorfida dietro ai suoni dei dischi di Jovanotti dal 2005 in avanti (ma non solo i suoi, anche quelli di Fabri Fibra, Celentano, Mengoni, Antonacci e Renga). E se geniacci un po' schivi come Pino «Pinaxa» Pischetola si fanno vedere poco ma sono riconoscibili dietro alle canzoni di Franco Battiato, altri sono più estroversi e indipendenti dallo studio di registrazione. Benny Benassi, tanto per citarne uno, è famoso in tutto il mondo come deejay e, come produttore, ha firmato brani di Madonna e Mika oltre ad aver remixato anche Jovanotti e Rolling Stones. Poi ci sono autentici personaggi come Pierpaolo «Pierpa» Peroni che dal 1992 ha prodotto gli 883 e poi Max Pezzali oltre a ideare (insieme con Francesco Lauber) il format Top Dj, il primo format al mondo dedicato proprio ai deejay che è in onda proprio in queste settimane su SkyUno. Insomma, una carrellata di protagonisti della musica che appaiono poco ma contano molto. Con merito.

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