Così gli Inca conquistarono l'Europa

In "Civilizzazioni" Laurent Binet ribalta la storia del Cinquecento

Così gli Inca conquistarono l'Europa

Col suo romanzo d'esordio, HHhH, ha vinto il Prix Goncourt opera prima, mentre col secondo, La settima funzione del linguaggio, il Prix Interallié e il Prix du Roman Fnac. Non si ferma Laurent Binet, ricercatore e professore di letteratura in Francia che, con Civilizzazioni, appena pubblicato da La Nave di Teseo (pagg. 368, euro 19), è già in corso di traduzione in una ventina di lingue e ha vinto il Grand Prix du Roman de l'Académie française.

Civilizzazioni è una geniale rilettura ucronica della storia moderna, con antefatto nella saga vichinga di «Freydis Eriksdottir», ovvero la saga della figlia di Erik il rosso. La quale discende dalla stirpe irlandese degli scopritori della Groenlandia: navigatori violenti e irrequieti.

Freydis è la degna rampolla, fa uccidere i fratelli per rubar loro la barca, spacca il cranio con un'ascia alle cognate e si imbarca verso Sud. Approda quindi in America prima di Colombo, popolando le nuove terre; lasciando altresì in eredità il culto di Thor, il ferro e i cavalli. Gli uomini del Nord sono anche portatori di una pandemia, che genera ecatombi fra i locali. Fino a quando non approdano a Lambayeque, Perù. Civilizzazioni rivela poi alcuni frammenti del diario di Colombo. Nel 1492, lo scopritore delle Americhe è prigioniero a Cuba, dove termina i suoi giorni cieco e in disgrazia; unico conforto, la piccola Higuenamota, futura regina dell'isola, che ascolta rapita i racconti dell'ammiraglio. Nel 1531, gli Inca sbarcano a Lisbona. Atahualpa, imperatore figlio del sole, tredicesimo sovrano del Tahuantinsuyo, fugge dalle armate del fratellastro Huáscar, dopo aver riparato a Cuba. Ha navigato guidando le caravelle di Colombo, più un'altra imbarcazione costruita a tempo di record dalle sue maestranze. Con lui l'ex bambina Higuenamota, oggi regina bellissima e nuda. Higuenamota parla spagnolo castigliano, avendolo appreso da Colombo. La rivoluzione, il capovolgimento è totale. Il vecchio continente è l'America e l'Europa è il nuovo mondo, che gli americani scoprono rivelandone contraddizioni e ipocrisie. Si riscrive il Rinascimento. Per dire, Carlo V muore prigioniero all'Alhambra; Atahualpa diventa un grande statista apprendendo la lezione di Machiavelli, cosa che gli permette di muoversi con consumata abilità diplomatica tra le corti europee. Lorenzo de Medici sarà prima tra i suoi protetti e poi lo tradirà. Michelangelo dipinge affreschi nel tempio del dio sole, Tiziano e Cranach il vecchio, ritraggono l'Inca e i suoi generali. Con Lutero e Melantone si svolgono surreali dispute teologiche: ci si chiede se il culto del sole, della luna e del tuono siano allegorie della Trinità o viceversa. Poi, arrivano i messicani, adoratori del serpente piumato e con loro vince un nuovo impero. Impossibile non leggere Civilizzazioni tutto d'un fiato e non provare un senso di vertigine.