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La summa musicale dei Kasabian: 10 anni in 48 minuti e 13 secondi

L’ossessione per il tempo e i numeri, l'influenza della musica elettronica e le immagini evocate dal cinema: ecco gli ingredienti di 48:13, il nuovo album dei Kasabian

La summa musicale dei Kasabian: 10 anni in 48 minuti e 13 secondi

"Ci sono voluti oltre due anni di lavorazione per questo lavoro, ma 48:13 è la cosa migliore che abbiamo realizzato finora". Sergio Pizzorno, chitarrista e vocalist dei Kasabian, racconta dell'ossessione per il tempo e i numeri, dell'influenza di altri generi come la musica elettronica e l'hip hop e dell'importanza del cinema. 48:13 uscirà domani, per Sony Music. E sarà la summa dei quattro dischi all’attivo del gruppo.

"Ci siamo allenati per 10 anni per arrivare a questo punto. Il futuro non so come sarà, non guardo oltre l’oggi - spiega all’Ansa Pizzorno - anche il successo avuto con Velociraptor non è spiegabile. È stato un mix tra buone canzoni e giusta tempistica". Anticipato dal singolo Eez-Eh48:13 conferma quel percorso intrapreso dalla rockband britannica salita alla ribalta musicale internazionale con Velociraptor. L'obiettivo è portare avanti un progetto di evoluzione e sperimentazione. All’insegna della "sottrazione, più che dell'addizione". "Abbiamo costruito questo album in modo diretto. Cominciando ad asciugare, a togliere, mantenendo canzoni e arrangiamenti il più essenziali possibili. Catturando l’essenza. Less is better", chiosa il musicista che si prende la paternità del titolo del disco, composto da tredici brani, la cui lunghezza, sommata, è appunto di 48 minuti e 13 secondi. "Il titolo è stato scelto prima di conoscere l’effettiva lunghezza del disco - spiega ancora Pizzorno - wra un numero che mi girava in testa. Pensavo cosa fare nel caso fosse stato più lungo o più corto, ma è stato abbastanza divertente scoprire che invece alla fine corrispondesse all’effettiva durata del disco".

Dentro a 48:13 c'è davvero di tutto. C'è la musica elettronica, c'è l'hip hop e c'è la musica pop/rock di fine anni Sesssanta. Ci sono sicuramente i Rolling Stones e David Bowie. "Il nostro obiettivo non è riproporre quella musica - spiega PIzzorno - ha più a che fare con la lavorazione delle canzoni. Oggi invece non c’è niente che mi ispiri o mi piaccia in particolar modo". E così lo sguardo va al cinema che ancora oggi è in grado di evocare immagini sublimi. "Mi piace il modo in cui la musica evoca l’immagine - incalza il vocalist dei Kasabian - mi piace ascoltare, chiudere gli occhi e immaginare. Amo la potenza della musica che si combina all’immagine. Ho già scritto alcune colonne sonore, penso che tornerò a scriverne altre"

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