Enrica Bonaccorti contro Leonardo Pieraccioni: “Mi ha rubato una battuta”

La conduttrice ha accusato su Instagram il regista e attore di averle sottratto senza consenso un verso per il film “Ti amo in tutte le lingue del mondo”

Enrica Bonaccorti contro Leonardo Pieraccioni: “Mi ha rubato una battuta”

Enrica Bonaccorti non ama particolarmente Ti amo in tutte le lingue del mondo, il settimo lungometraggio da regista e attore di Leonardo Pieraccioni. Il film, andato in onda domenica 25 agosto 2019 in prima serata su Canale 5, ha scatenato le ire della conduttrice, che da settembre torna in tv con il nuovo programma Ho qualcosa da dirti su Tv8.

Il motivo è in un’accusa di plagio ora resa pubblica sui social: la presentatrice ha usato Instagram per puntare il dito contro il regista e attore toscano, reo di averle sottratto senza consenso una battuta per la commedia.

Ancora una volta questa sera andrà in onda Ti amo in tutte le lingue del mondo di Leonardo Pieraccioni – scrive la Bonaccorti –, e ancora una volta mi verranno i nervi perché nei primi minuti del film, il protagonista dopo aver scoperto il tradimento della moglie vaga per le strade parlando fra sé e sé e dice testualmente: ‘Ma tanto… come dice il poeta? L'amore è n’artalena de’ perdenti… si se va paro c’è già da sta’ contenti!’”.

Questo verso – spiega la conduttrice – fa parte de ‘La ballata della separata’ da me scritta e depositata nel 1976 e che fu pubblicata se non sbaglio su ‘Illustrazione Italiana’. Dunque sono io l’autore, anche se in conferenza stampa, alla domanda su chi fosse il poeta, Pieraccioni ha risposto Trilussa! Il film è del 2005, io ne sono venuta a conoscenza nel 2009, e ovviamente ho cercato Leonardo Pieraccioni per avere una spiegazione. Eccola: ‘Raccolgo in un file le frasi che mi colpiscono, questa me l’ha inviata una mia amica, aspettavo l’occasione giusta per inserirla in un film’”.

Enrica Bonaccorti: “Pieraccioni? Neppure un mazzo di fiori”

Pieraccioni, rivela la presentatrice, non si è comportato in modo proprio corretto. “Dunque – continua Enrica Bonaccorti – non sapeva chi fosse l’autore, e io credo alla sua buona fede, ma poi l’ha saputo! Gli ho mandato l’intera composizione e Pieraccioni mi ha fatto mille complimenti e soprattutto mille promesse: incontriamoci, collaboriamo, il prossimo film lo facciamo insieme, andiamo a cena con Giovanni Veronesi (autore con lui del film) e parliamone… ecc. ecc. Ma dopo le parole, il nulla, neppure un mazzo di margherite con un grazie per quella che, parole sue, è stata la frase manifesto del film, tanto da essere riportata sui flani pubblicitari, e su cui, come autore, avrei diritto a dei diritti. Ecco perché, all’annuncio dell’ennesimo passaggio televisivo stasera del film, ho avuto un rigurgito di delusione e di irritazione che mi ha fatto decidere a divulgare il vero nome del ‘poeta’ citato da Pieraccioni: sono io”.

Buon divertimento... ma io un po’ di nervi ce l’ho. Il perché è scritto qui sotto : . . Ancora una volta questa sera andrà in onda "Ti amo in tutte le lingue del mondo" di Leonardo Pieraccioni, e ancora una volta mi verranno i nervi perché nei primi minuti del film, il protagonista dopo aver scoperto il tradimento della moglie vaga per le strade parlando fra sé e sé e dice testualmente: “Ma tanto.. come dice il poeta? “L'amore è n'artalena de' perdenti..si se va paro c'è già da sta' contenti!” Questo verso fa parte de "La ballata della separata" da me scritta e depositata nel 1976 e che fu pubblicata se non sbaglio su 'Illustrazione Italiana'. Dunque sono io il l’autore, anche se in conferenza stampa, alla domanda su chi fosse il poeta, Pieraccioni ha risposto Trilussa! Il film è del 2005, io ne sono venuta a conoscenza nel 2009, e ovviamente ho cercato Leonardo Pieraccioni per avere una spiegazione. Eccola: ‘raccolgo in un file le frasi che mi colpiscono, questa me l'ha inviata una mia amica, aspettavo l'occasione giusta per inserirla in un film’. Dunque non sapeva chi fosse l'autore, e io credo alla sua buona fede, ma poi l'ha saputo! Gli ho mandato l'intera composizione e Pieraccioni mi ha fatto mille complimenti e soprattutto mille promesse: incontriamoci, collaboriamo, il prossimo film lo facciamo insieme, andiamo a cena con Giovanni Veronesi (autore con lui del film) e parliamone.. ecc ecc Ma dopo le parole, il nulla, neppure un mazzo di margherite con un grazie per quella che, parole sue, è stata la frase manifesto del film, tanto da essere riportata sui flan pubblicitari, e su cui, come autore, avrei diritto a dei diritti. Ecco perché, all’annuncio dell’ennesimo passaggio televisivo stasera del film, ho avuto un rigurgito di delusione e di irritazione che mi ha fatto decidere a divulgare il vero nome del “poeta” citato da Pieraccioni: sono io. #film #pieraccioni #frasemia #nontrilussa #canale5 #stasera

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Il diretto interessato non è intervenuto direttamente sulla questione, nonostante molti follower l’abbiano taggato chiedendogli di porre rimedio al suo errore. Tuttavia, pochi minuti dopo, il comico fiorentino ha pubblicato una foto del papà Osvaldo, apparso in una piccola parte nel film e scomparso nel 2015.

I’ mi’ babbo, ieri sera, anche in Ti amo. C’è in tutti i film – scrive Pieraccioni –. Appena finivo di scrivere una sceneggiatura non mi chiedeva ‘di cosa parla’ ma solo ‘io che fo?!’. Ha vissuto il mio lavoro sempre con allegro scetticismo: dopo Il ciclone, Cecchi Gori mi dette un assegno importante che gli feci subito vedere e lui mi chiese: ‘ma è vero? Che glielo devi rendere?’. Lui, Firenze ed i miei amici di una vita mi hanno sempre fatto capire, durante i momenti di eccezionale entusiasmo professionale, che le cose che contano davvero non sono quelle”.

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