Il Ferragosto di Netflix: "Project Power", film tra fantascienza e poliziesco

Jamie Foxx e Joseph Gordon-Levitt rivaleggiano con piacevole grinta in una sorta di cine-comic sui generis che sa intrattenere ma spreca la folgorante idea di partenza

Una pastiglia con cui acquisire superpoteri è protagonista di "Project Power", il film Netflix Original di Ferragosto, atteso soprattutto per la presenza di una celebrità come Jamie Foxx.

Disponibile sulla piattaforma streaming fin da oggi, si tratta di una pellicola d’azione venata di soprannaturale, in cui l’attore è un ex soldato in cerca di vendetta e che intende sgominare il traffico di una nuova e pericolosissima droga.

Siamo a New Orleans e la nuova pillola sperimentale che dilaga tra i consumatori di stupefacenti ha la particolarità di garantire 5 minuti fuori dalla realtà. Non si tratta stavolta di un viaggio in uno stato alterato di coscienza come quello prodotto da sostanze psichedeliche e affini, bensì di un tempo circoscritto in cui si sviluppano doti fisiche che non sono in dotazione agli esseri umani: si va dall’invisibilità alla padronanza del fuoco, dalla pelle antiproiettile alla forza che sfida le leggi della fisica e così via. Questi superpoteri sopiti sarebbero nascosti nel nostro DNA e fatti emergere grazie al potenziamento genetico. L'idea, ai piani alti, è riuscire a stabilizzare il farmaco (tra gli effetti collaterali, infatti, talvolta c'è la morte), in modo da produrlo poi in serie. Peccato che gli sviluppatori di questa possibilità siano un miscuglio tra pionieri e spacciatori. A dare una grossa mano al protagonista nel tentativo di trovarli e fermarli, ci saranno una giovane (Dominique Fishback) e un agente di polizia (Joseph Gordon-Levitt).

Gustoso e ritmato, "Project Power" trae ispirazione da un mix di film, dai cinecomic Marvel a titoli come "Limitless" e "Unbreakable", ha uno sviluppo narrativo un po' pasticciato ma come film estivo, tutto azione e disimpegno, funziona. Che il super potere in dotazione sia di natura casuale e scompaia dopo 5 minuti esatti, non è solo intrigante ma divertente: rende ogni combattimento una sorpresa e dona suspense.

Certo, c'è il rammarico che l'alto potenziale dell'idea di partenza resti inespresso. Da un tale incipit, anziché confezionare un action-thriller basico e smaccatamente derivativo, si sarebbe potuto realizzare un film dal fascino ben più appagante. Messa al bando ogni forma di complessità, invece, la pellicola sembra compiacersi della sua mancanza di pretese: personaggi bidimensionali si rendono protagonisti di scontri coreografici e adrenalinici, mentre quasi non c'è traccia, nelle loro scelte, di dilemmi morali o conseguenze socio-politiche.

"Project Power", del resto, nasce più come opera fondatrice di un potenziale franchise che come film autoconclusivo di qualità. Tracce di spessore sono ravvisabili nella blanda riflessione su come il potere, in senso lato, possa essere un dono o una maledizione, e nell'invito a scoprire e usare il proprio talento per non essere ghettizzati e inghiottiti dal Sistema. Tra effetti speciali non sempre soddisfacenti e diverse esternazioni banali, si resta coinvolti nella vicenda soprattutto grazie al carisma dei due celebri attori protagonisti.

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