Gianfranco Vissani sulle donne in cucina: "Non ce la fanno fisicamente"

La critica lanciata in radio da Gianfranco Vissani, sull'operato delle donne in cucina, fa ancora discutere

Sta scatenando non poche polemiche quanto aveva, di recente, rilasciato sulle donne Gianfranco Vissani. Originario di Civitella del Lago e classe 1951, cuoco, scrittore, ristoratore, critico gastronomico e personaggio televisivo, in un intervento concesso a Show Food -programma trasmesso sulle frequenze di Radio Radio, aveva speso parole non proprio dolci sul conto delle donne e del lavoro che svolgono ai fornelli. Nella trasmissione condotta da Francesco Vergovich e Enrico Camelio, l'intervento rilasciato in diretta telefonica da Vissani aveva fatto storcere il naso alle ospiti e colleghe chef, Barbara Agosti e Iside De Cesare.

"Le donne in cucina solo per fare pasticceria", aveva sentenziato Vissani, sul conto del gentil sesso. E per Vissani è essenzialmente questione di fisicità: "I locali gourmet fanno pentolini piccolini per cui ci vuole agilità, ma per chi fa i numeri ci vogliono i pentoloni". E il commento dello chef non finisce qui. Vissani proseguiva: "Io dico prendete una casseruola con doppio fondo in acciaio e voglio vedere sulla mantecazione le donne. Quando fai la mantecazione ci vogliono le spalle. Io ho una brigata di trenta cuochi, ho otto donne e crollano tutte. Le donne non ce la fanno fisicamente. Io sono 50 anni che sto dentro le cucine e non capisco ancora le donne dove sono". A obiettare alle dichiarazioni dello storico giudice de La prova del cuoco, era stata la titolare del ristorante La parolina, De Cesare: "ll problema non è sull'impatto fisico, se una donna non ha la forza per sollevare una casseruola può chiedere aiuto. Uno chef deve essere prima di tutto preparato tecnicamente e deve saper fare".

L'intervento che aveva visto protagonista Gianfranco Vissani non è piaciuto a molti. E, in un'intervista concessa a Puntarella Rossa -che ha sdrammatizzato sulle sue parole, lanciando un calendario di donne alle prese con padelle e pentoloni in cucina - lo stesso si è rifiutato di chiedere scusa, a chi lo taccia di muovere sessismo.“Non chiedo scusa -fa sapere-. Ma neanche per idea. Di cosa dovrei chiedere scusa, poi? Mi dica le parole esatte delle quali dovrei scusarmi. Leonardo Da Vinci, che era gay, diceva sempre che una donna non può stare in pasticceria, perché non ce la fa a sollevare una forma di marzapane. La verità è che ho citato Leonardo, altroché".

Poi, chiarisce la sua posizione: "Le donne sono bravissime, creative, sanno mettere bene un piatto, renderlo bello. Ma le donne non sono Superman. Guardi, mia sorella ha 50 anni e sta in pasticceria. Mi dice sempre: ma lo sanno questi cosa vuol dire sollevare un sacchetto di farina 23 chili?”. E sui gay dice: “Con uomini omosessuali io ci ho lavorato. Sono molto bravi e puliti. Sono molto puliti. Io ho lavorato con omosessuali e mi hanno colpito: sono di una pulizia che fa paura. Un uomo che vive da solo non è ordinato e preciso. Io, per esempio...”.

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