La pubblicità della Gillette fa discutere. "È questo il meglio di un uomo"

Gillette è contro bullismo e sessismo nel nuovo spot che fa discutere, la destra americana critica il messaggio del brand

Il nuovo spot della Gillette ha diviso il pubblico del web. Il noto marchio di rasoi da barba ha sempre sponsorizzato un figura di un uomo forte, che non deve chiedere mai. Eppure nell’epoca del #Metoo e dei grandi cambiamenti socio-culturali, il brand si è posto una domanda più che lecita: “È questo il meglio di uomo?”

Lo spot Gillette chiede di smettere di tollerare il bullismo, il sessismo e l’aggressività nei riguardi del sesso più debole. “Non si può far finta di niente” si sente dalla voce fuori campo, “non possiamo riderci sopra e attaccarci alla scusa che sono solo ragazzi. L’uomo deve prendersi la responsabilità delle proprie azioni.” Un messaggio che, alla luce dei recenti fatti di cronaca, è impossibile da ignorare.

In poche ore lo spot del brand ha totalizzato ben 231mila visualizzazioni e, oltre ai sostenitori, ci sono molti detrattori che non hanno apprezzato fino in fondo la campagna messa in atto da Gillette. Le accuse sono arrivate soprattutto dalla destra americana che accusa gli ideatori dello spot di rendere gli uomini meno uomini. Infatti il magazine “The New American” che è intervenuto sulla questione, in un articolo ha affermato che la pubblicità di Gillette ha promosso assunzioni sbagliate, affermando che “gli uomini sono il sesso più selvaggio che gioca con la loro pericolosità.” Alcuni parlano anche di un atto contro una virilità. Eppure non si può ignorare un messaggio di questo tipo. Al di là di tutto la campagna pubblicitaria ha destato il giusto interesse.

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Commenti
Ritratto di Suino_per_gli_ospiti

Suino_per_gli_ospiti

Mer, 16/01/2019 - 11:07

Il modo migliore di perdere clienti.

baio57

Mer, 16/01/2019 - 11:50

Però sullo sfondo ci voleva la canzone "YMCA" dei Village People.

manfredog

Mer, 16/01/2019 - 12:35

...mi pare di ricordare che lo slogan "per l'uomo che non deve chiedere mai" (che citate nell'articolo), sia stato a suo tempo lanciato dal dopobarba denim e non dalla Gillette, che qui cerca solo di attirarsi anche tutta quella clientela che oggi condanna quel che lo spot vuole condannare e, in gran parte, senza sfociare nel buonismo più ipocrita, ha ragione; l'uomo che non deve chiedere mai c'entra assai poco con l'uomo veramente forte, capace e sicuro di se, e, sicuramente, nasconde i peggiori difetti e mancanze di uomini che si coprono con atteggiamenti aggressivi. Ottimo lo spot. mg.

Ritratto di Loudness

Loudness

Mer, 16/01/2019 - 12:43

Ma no signori della Gilette... il meglio di un uomo sono le gambe depilate e le voci chiocce... poi quando non esisterà più un uomo, al posto dei prodotti per uomo venderete i prodotti per ibridi. Tanto a voi che ve frega? Quel che conta è il "bisenesse" ed il politically correct... Che schifo di epoca...

claudioarmc

Mer, 16/01/2019 - 12:50

Si può benissimo anche fare a meno di Gilette

cgf

Mer, 16/01/2019 - 16:05

parlatene male, ma parlatene.

Divoll

Mer, 16/01/2019 - 20:36

@ cgf - Si, ma se poi la gente decide di NON comprare piu' il prodotto, si sono dati la classica zappa sui piedi...

Dymitri

Lun, 21/01/2019 - 12:42

Un altro marchio che non acquisterò mai più, sperando che almeno il diritto di fare questa scelta me lo lascino dato che il diritto al libero sviluppo della personalità ed all’autodeterminazione oramai è andato: o vesti Onfale della pelle di leone per dedicarti alla filatura della lana ed allora si che sei un “VERO UOMO” (Vangelo femminista) o, se ti permetti di obiettare sei un misogino, omofobo e, perché no, razzista, xenofobo, fascista e populista che non guastano mai. Indicativa anche la superbia nella risposta della direttrice: investita di una sorta di ius corrigendi, deve insegnare il verbo al maschio troglodita. Un equivalente a parti invertite avrebbe portato alla chiusura dell’azienda. Però il fatto che gli uomini comincino a protestare e che i giornali perlomeno lo facciano presente, seppur naturalmente in chiave denigratoria (i rapporti di forza non sono neppure lontanamente paragonabili) è un segnale positivo. Meglio che subire in silenzio