Heidegger e Hitler, la verità su nazismo e antisemitismo

Un'analisi dei testi "scomodi" smonta l'accusa fatta al filosofo di essere razzista e di volere per gli ebrei la "soluzione finale"

Non è dato sapere se Martin Heidegger. La verità sui Quaderni neri (Morcelliana), libro di Friedrich-Wilhelm von Herrmann (ultimo assistente del filosofo tedesco) e Francesco Alfieri della Pontificia Università Lateranense e suo stretto collaboratore, metterà per sempre fine alle inutili e devastanti polemiche che si sono rincorse in questi anni. I due autori si dicono certi che il «caso Heidegger» si riaprirà in modo totalmente nuovo. Una volta che il volume sarà a disposizione del grande pubblico, e cioè il 27 gennaio, cambierà infatti la prospettiva di lettura grazie a quattrocento pagine in cui si fondono una complessa e accurata analisi filologica e la esibizione di passi in cui il filosofo è molto critico su Hitler.Un lavoro destinato a far rumore non solo in campo accademico perché gli autori annunciano altre sorprese e tutta una serie di rovesciamenti di fronte rispetto al facile sensazionalismo che ha caratterizzato l'ermeneutica recente.La bozza del libro è stata fatta vedere ad Arnulf Heidegger, nipote e amministratore del Nachlaß - il lascito - del filosofo, in un incontro privato a Friburgo il 4 gennaio di quest'anno. Gli sono stati mostrati i risultati raggiunti e il comunicato stampa della famiglia (che pubblichiamo in questa stessa pagina, ndr) è una sorta di approvazione esplicita del lavoro svolto. Oltre a una lettera del figlio del filosofo, Hermann Heidegger, il libro Martin Heidegger. La verità sui Quaderni neri si compone di una sezione di documenti inediti, tra i quali anche due lettere indirizzate a von Herrmann: una da Martin Heidegger e una da Hans-Georg Gadamer il quale dice la sua sulla strumentalizzazione che Victor Farias aveva innescato già nel 1987. Da segnalare in appendice il saggio di Claudia Gualdana che in questi anni si è occupata di studiare la rassegna stampa italiana. Analisi non secondaria visto che il suo testo vede il coinvolgimento diretto dello stesso von Herrmann, il quale risponde punto per punto alle tesi sviluppate nei vari articoli definendoli nel migliore dei casi approssimativi.L'idea di un volume del genere fu partorita a inizio 2013, quando il figlio di Martin Heidegger incarica von Herrmann di iniziare uno studio strutturato dei Quaderni neri, pur sapendo che la volontà del padre non era quella: vi erano infatti molti passi complessi sulla religione e Martin Heidegger aveva lasciato scritto di non affidarli a von Hermann: voleva toglierlo evitare di «urtare la sensibilità di uomo radicato nella fede cattolica». Tuttavia il caos scoppiato in Germania spinse la famiglia a indicare proprio un'autorità indiscussa come Friedrich-Wilhelm von Herrmann a mettere definitivamente mano agli scritti e a dirimere la questione sul presunto antisemitismo del filosofo di Essere e tempo.Inizia così la rilettura sistematica dei Quaderni neri con un lavoro filologico certosino che, per esempio, smonta punto per punto i recenti studi di Peter Trawny e Donatella Di Cesare.

In primo luogo, non troverebbe nessuna giustificazione l'«antisemitismo onto-storico» citato da Trawny. Addirittura non si troverebbe nessun riscontro sulla base dei dati testuali ed ermeneutico-filosofici. Anzi, come dimostra Leonardo Messinese, autore di un saggio presente nel volume, da alcune affermazioni di Trawny si evince che egli prima sostenga un «antisemitismo onto-storico» per poi negarlo, in maniera più o meno indiretta, nelle pagine successive. E il fatto che Trawny accolga solo la prima tesi assumerebbe in tutta evidenza i tratti di una strumentalizzazione utile a far smuovere la macchina massmediatica. In secondo luogo, andrebbe confutato anche l'«antisemitismo metafisico». Per gli autori del volume parrebbe chiaro che, anche nel lavoro della Di Cesare, «si è cercato di rivestire l'ebreo di una essenza metafisica al fine di farlo rientrare nel filone della critica di Heidegger alla metafisica» e perciò «si è cercato di forzare i suoi testi per ottenere che l'ebreo condividesse con la metafisica un comune destino». Una interpretazione che risulterebbe anche in questo caso poco aderente ai testi heideggeriani. E poi una ulteriore prova delle forzature sarebbe data dal fatto che tutti i promotori della tesi dell'antisemitismo non si sarebbero voluti mai confrontare con il volume 97 dei Quaderni neri in cui sarebbe palese il giudizio critico di Heidegger sul nazionalsocialismo e su Hitler.Il profilo del volume - la cui introduzione porta la data del 27 gennaio: i due autori hanno voluto in questo modo ricordare il Giorno della Memoria esprimendo la loro vicinanza al popolo ebraico - è perciò chiaro e scuoterà certezze consolidate. Von Hermann ed Alfieri si dicono certi che, se da un lato si potrà finalmente capire perché Heidegger non abbia voluto pubblicamente schierarsi contro Hitler, dall'altro si toccherà con mano quanto le innumerevoli strumentalizzazioni siano destituite da ogni fondamento.

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