I lati B dell'antologia di Harry Smith

Una coraggiosa etichetta fa riscoprire brani dimenticati di vecchi 78 giri

I lati B dell'antologia di Harry Smith

L'inizio è di quelli col botto. Lance e April Ledbetter, marito e moglie, decidono di avviare una folle impresa: fondare una casa discografica con l'intento di preservare l'enorme patrimonio della musica tradizionale americana, digitalizzarlo e, dunque, andare in controtendenza e puntare sul cd, già in parabola discendente, per riportare alla luce polverosi 78 giri, dischi oscuri ma a loro tempo perno della cultura a stelle e strisce. Gospel, bluegrass, blues, ballate e gighe di sapore celtico, canzoni folk, cajun, dunque.

Ecco che, nel 2003, vede la luce il primo prodotto della neonata Dust-to-Digital («dalla polvere al digitale»): Goodbye, Babylon, una raccolta di canzoni tradizionali registrate tra il 1902 e il 1960, all'interno di uno scrigno di legno profumato. Immaginate la sorpresa della casa discografica nel ricevere una telefonata di Bob Dylan per farne inviare una copia a un amico, in occasione del suo compleanno. L'amico è Neil Young. Oggi, Dust-to-Digital torna a far parlare di sé con un'altra opera ambiziosa e di grande rilevanza storica: The Harry Smith B-Sides, un cofanetto contenente quattro cd di brani non inclusi da Harry Smith nella sua celebre Anthology of American Folk Music e un libro di 144 pagine (con contributi scritti di artisti tra cui Devendra Banhart, Rosanne Cash e Steve Gunn).

Ma chi era Harry Smith? Harry Smith, nato a Portland nel 1923 da una coppia di panteisti alquanto eccentrici per gli standard dell'America degli anni Venti, fu (anche) antropologo, avido collezionista di dischi ma pure di aeroplanini di carta e uova di Pasqua ucraine, artista poliedrico, appassionato di occultismo. Trasferitosi a New York nel 1950, fu lì che pubblicò nel 1952 l'opera visionaria che gli valse buona parte della fama duratura: la Anthology of American Folk Music, un cofanetto di tre lp doppi intitolati Ballads, Social Music e Songs e contenenti brani di artisti del tutto sconosciuti e altri di nomi celebri della musica folk del tempo.

Pericolosamente propenso agli eccessi, Smith finì la sua vita praticamente in miseria e morì nel 1991 all'Hotel Chelsea, tra le braccia di una sua amica, l'ereditiera italiana Paola Igliori, «cantando mentre si spegneva», come ha raccontato la donna. A 68 anni di distanza dalla pubblicazione della Anthology su etichetta Folkways, The Harry Smith B-Sides offre, nel medesimo ordine indicato da Smith, il lato B (che, talvolta, è quello A nella sua selezione) dei 78 giri scelti, naturalmente arricchiti da una pulizia di suono che spazza via la polvere accumulatasi sui solchi. Le note di copertina, inserite insieme ai cd in quella che sembra una scatola di sigari, sono come sempre un pozzo di informazioni.

Qualcuno ha dichiarato che l'attività svolta dall'etichetta Dust-to-Digital è quanto di più importante sia stato fatto per preservare il patrimonio culturale della musica americana dai tempi dell'Anthology di Harry Smith. E così il cerchio si chiude e se ne apre un altro. E, di nuovo torna a Bob Dylan. Chissà se anche stavolta il premio Nobel omaggerà l'amico Neil Young di un dono così prezioso? Magari per Natale. Consiglio per gli acquisti.

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