Justin Theroux dice la sua teoria sul finale di The Leftovers

Justin Theroux rivela la sua teoria sul finale di The Leftovers, la serie tv della HBO conclusasi nel 2017 dopo tre stagioni mistiche

Justin Theroux dice la sua teoria sul finale di The Leftovers

Justin Theroux ha rilasciato un’intervista a Couch Surfing dove ha detto la sua sul finale di The Leftovers.

The Leftovers, prodotta dalla HBO e conclusasi nel 2017, è stata creata da Damon Lindelof, già sceneggiatore di Lost. La serie ha avuto come protagonista Justin Theroux per tre stagioni e racconta la sparizione improvvisa del 2% della popolazione mondiale, ma soprattutto di come abbiano affrontato questo evento il rimanente 98% delle persone sopravvissute a questo incredibile evento.

Per tre stagioni la serie orienta il pubblico a pensare che ci sia una sorta di piano divino dietro tutto, facendo pensare al personaggio di Theroux come ad un Messia o ad un Dante della situazione. D’altronde Damon Lindelof, creatore della serie, già in passato con la sceneggiatura di Lost aveva “giocato” con queste tematiche.

Il finale però si è dimostrato molto più “terreno”, anzi scientifico, con la protagonista Nora Durst (Carrie Coon) che dice a Kevin Garvey (Justin Theroux) di essere stata “dall’altra parte” e di aver visto come sono sopravvissuti all’evento le persone scomparse nel loro mondo.

Secondo quanto dichiarato da Theroux a Couch Surfing, il personaggio di Nora sta mentendo e tutto il racconto di ciò che ha visto è solo un meccanismo di difesa per far scappare Kevin credendola pazza, portandolo invece a rimanere e dimostrare il suo amore per lei.

La teoria di Theroux è avvalorata dallo stesso con il fatto che nella sequenza non sono presenti flashback che dimostrino quella esperienza come reale, a differenza di quanto avviene nella serie fino a quel momento.

In effetti è così, non ci sono flashback e tutto si svolge con un racconto dei due protagonisti seduti ad un tavolo. Ed è per questo che molti hanno visto l’episodio finale come una delusione a fronte di quanto fatto vedere nelle tre stagioni, in cui invece si guardava alla storia come a qualcosa di decisamente più religioso e metafisico, soprattutto in considerazione del personaggio di Justin Theroux stesso.

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