Le mani di Bonolis sul Festival: "A Sanremo porterei Jovanotti"

Il presentatore tv guarda al futuro: "Cerco di essere sempre il più comprensibile possibile". Ma avverte: "Quando mi renderò conto di non esserlo più, smetterò e dedicherò più tempo ai miei figli"

Le mani di Bonolis sul Festival: "A Sanremo porterei Jovanotti"

Da Ciao Darwin al Festival di Sanremo. Paolo Bonolis guarda al futuro senza dimenticare il passato. E in un’intervista alla free press MI-Tomorrow spiega il segreto del proprio successo: "Cerco di essere sempre il più comprensibile possibile. Quando mi renderò conto di non esserlo più, smetterò e dedicherò più tempo ai miei figli". Il presentatore sa bene che può contare sulle proprie capacità: "Ho potuto incrociare la comunicazione - ammette - esaltandomi all’idea di trasferire il pensiero in parole e far stare bene la gente".

Bonolis guarda già ai prossimi progetti televisivi. Avanti un altro, come tutte le mie trasmissioni, l'ha scritto da solo con i miei collaboratori. "È ovvio, quindi, che sia un vestito per me e Gerry, avendo un’altra taglia in tutti i sensi - spiega tra le risate - si è dovuto adattare a questo abito. Certo, poi ci sono quelle parti dove il vestito va meno a pennello, ma il 16% è un ottimo risultato nel preserale di Canale 5". Con Gerry Scotti ci sarà qualche sorpresa prima della fine di questa stagione, poi Bonolis riprenderà regolarmente dalla prossima.

"Si può pescare molto dal mio di passato, che è piuttosto lunghino", ammette. Come ammette anche riprenderebbe Ciao Darwin perché, a suo dire, ancora oggi è molto moderno. "Certo, è complesso da scrivere, condurre e realizzare - spiega - ma penso che il film premio Oscar La Grande Bellezza sia proprio Ciao Darwin. Spero di riuscire a rifarlo. Come Il senso della vita, un progetto che oggi si sposerebbe perfettamente con la mia persona: mi faccio domande, ascolto risposte e guardo con distacco e ironia a quello che le persone mi dicono, dando il giusto peso alle parole e alle emozioni". Tra i suoi obiettivi c'è anche il Festival di Sanremo. Di edizioni, ne ha condotte già due. Entrambe con un’idea ben precisa che nel 2005 era una novità e che nel 2009 è stata perfezionata. "Ho notato che quel format è stato quasi sempre replicato negli anni successivi - spiega - Carlo Conti ha fatto un ottimo lavoro, con il suo stile: quello di presentare lo spettacolo, non di farlo. Ha ottenuto un risultato importante ma, va detto, in assoluta assenza di controprogrammazione. Detto ciò, lo rifarei laddove me lo chiedessero, ma con un’idea di rinnovamento assoluto".

Tra i compagni di viaggio non può prescindere da Luca Laurenti, ma ci aggiunge Lorenzo Cherubini, "tra le penne più belle nel panorama della musica internazionale", e Corrado Guzzanti, che gli "piace da morire per il suo modo di fare satira". "Sono due nomi con cui condividerei un’avventura del genere (il Festival di Sanremo, ndr)", conclude annunciando cher tra gli ospiti internazionali riporterebbe Sean Penn, come già aveva fatto nel 2009. "L’importante - avverte - è non confezionare interviste banali".

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