Al Medico in famiglia c'è la staffetta dei nonni

Nella sesta serie Banfi si defila e riappare Giulio Scarpati (mentre la figlia dà alla luce il nipotino): "Diamo un tocco di modernità alla storia che aveva perso un po' di smalto". Ritorna anche Pietro Sermonti

Al Medico in famiglia c'è la staffetta dei nonni

Roma - Nella vita di nonni se ne possono avere due. In una fiction no. Così, dopo tante stagioni Tv, anche nella famiglia Martini succede qualcosa di incredibile: sparisce un nonno e ne compare, anzi ricompare, un altro. Insomma, Lino Banfi-nonno Libero lascia il testimone a Giulio Scarpati-Lele Martini. Il buonissimo medico dagli occhi azzurri, rientrato in famiglia dopo otto anni, si trova con un nipotino: la figlia Maria dà alla luce una bambina. Dunque, Banfi mette a segno quello che aveva minacciato per molto tempo, cioè di lasciare la fortunata serie (ma solo dopo un po’ di puntate). Mentre Scarpati, il cui abbandono alla fine della seconda stagione, era stato pianto da frotte di fan, si rimangia la decisione e riprende il posto da protagonista. Un assaggio della nuova serie del Medico in famiglia, la sesta, che si vedrà in autunno su Raiuno alla domenica, è stato presentato nei giorni scorsi al Roma Fiction Fest. Immagini che sembrano mostrare una verve ritrovata dopo l’ultima serie che aveva perso un po’ di smalto.

A confermarlo è lo stesso Scarpati, protagonista sull’orange carpet, la passerella del festival romano. «In effetti speriamo che le nuove puntate siano più brillanti, il nostro obiettivo è di dare un tocco di modernità». Il cast è stato rimpolpato con una serie di nomi eccellenti e belle figliole proprio per ritrovare grinta e ascolti. Torna, per esempio, Pietro Sermonti (marito di Maria-Margot) che dunque diventa padre. Ed entra nel cast Francesca Cavallin (Bianca), di cui Lele, ormai separato da Alice-Claudia Pandolfi, si innamorerà dividendosi però tra lei e una allieva in ospedale. Un triangolo amoroso che porta un po’ di mordente nella serie capostipite delle avventure familiari che ha sempre seguito una linea narrativa calata nella realtà, ma affrontata con delicatezza e ironia. Lele, per esempio, si trova alle prese con le crisi tipiche di un cinquantenne che, non solo deve allevare i due gemelli di otto anni avuti con Alice, ma deve riconquistare l’affetto e la complicità dei figli più grandi (Maria, che diventa madre, Ciccio, ormai ventenne e Annuccia, adolescente) dopo la lunga assenza, fare il nonno e, ovviamente, anche riavviare la propria professione di medico. «È proprio una bella impresa - conferma lui - ma volevo vedere come era cresciuto il mio personaggio. E, poi, era troppo incongruente che un padre, buono, generoso e attento alla famiglia, un modello di genitore, non tornasse dai suoi figli». Nella realtà, cosa le ha fatto cambiare idea? «Me ne ero andato, come si sa, perché sentivo l’esigenza di dedicarmi al teatro e alle altre fiction, (che continuerò a fare), mi sono ricaricato ed eccomi di nuovo qui».

Chi, invece, è sempre rimasta sul set (per undici anni, come i suoi fratelli televisivi) è stata Margot Sikabonyi, Maria. «Vero, ho vissuto come in un Truman show, sono cresciuta insieme alla fiction: avevo 15 anni quando ho cominciato, ora 26. Pensate ad Annuccia: sapeva appena camminare quando è arrivata sul set, ora affronta i problemi di un’adolescente». E tu quelli di una madre... «È stata un’esperienza forte: girare la scena del parto, allevare un bambino, affrontare i problemi delle discriminazioni delle madri sul lavoro. Mi è venuta voglia di farne uno, ma prima ho in mentre grandi cose professionali: tra un set e l’altro del Medico, ho avuto il tempo di studiare in varie scuole di recitazione».

E il glorioso nonno? La scusa per lasciare la serie è l’eredità di un podere in Puglia, dove si trasferisce lasciando le redini della famiglia a Lele, e rispuntando ogni tanto. «Era ora che quel disgraziato di mio figlio tornasse - scherza, in pugliese (con quella parlata che l’ha reso famoso) Banfi - dopo tanti anni è giusto che ci sia una staffetta. Poi, anche io voglio dedicarmi ad altro: ad agosto esce il mio film girato in Germania. Già mi dicono che ne vogliono fare un altro. Come ho fatto a recitare in tedesco io che non ne conosco neanche una parola? Ho attaccato “pizzini” dappertutto, sulla fronte degli attori, sulle sedie, sulle porte, sui bicchieri, e ho letto tutto. Mi sa che mi trasferisco in Germania, però torno presto eh?». C’è da scommetterlo...

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