Monte Bianco, il CAI attacca la Rai: "No a Isola dei Famosi sulle Alpi"

Il Club Alpino Italiano attacca "Monte Bianco", il nuovo adventure show di Raidue condotto da Caterina Balivo e previsto per l'autunno

Monte Bianco, il CAI attacca la Rai: "No a Isola dei Famosi sulle Alpi"

Non è ancora iniziato ma già infuriano le polemiche su "Monte Bianco", il nuovo adventure show di Raidue condotto da Caterina Balivo. Il Club Alpino Italiano di Piemonte e Val d'Aosta ha apertamente mostrato tutte le sue perplessità sul programma - le cui riprese sono in corso in questi giorni a Courmayeur - che vede diversi personaggi famosi sfidarsi sul massiccio più alto d'Europa. E ci è andato giù pesante, in una nota in cui non si risparmiano parole decisamente critiche sullo show previsto per novembre su Raidue: «Stiamo rasentando la follia e stiamo perdendo il buon senso e il rispetto per la montagna», scrive il CAI, che accusa la Rai e la produzione del programma di voler creare una sorta di "Isola dei famosi" ad alta quota, chiedendo quindi una cancellazione del programma: «Si spera che qualcuno nel palinsesto prenda coscienza ravvedendosi in tempo di ciò che si stava pensando di fare per non deturpare il paesaggio con un altro reality di sopravvivenza tipo "L'Isola dei famosi" o uno di esplorazione alla "Pechino Express". Il reality - prosegue il Club Alpino Italiano - scontenterà chi la montagna la pratica seriamente, dato che ne rimarrà sconcertato. Speriamo vivamente che si arresti in tempo anche il progetto di chi ha avuto questa malsana pensata».

Le critiche del CAI non risparmiano né Caterina Balivo, che «ha dichiarato di essere pronta con le scarpe da trekking, quando in quota si usano scarponi di alta montagna», né le guide alpine, che «si rovinerebbero l'immagine per condurre dei neofiti a giocherellare sui ghiacciai». Tra i «neofiti» in questione, stando alle indiscrezioni, ci sarebbero Gianluca Zambrotta, Jane Alexander, Enzo Salvi, Filippo Facci e Arisa. Loro sarebbero già in quota a Courmayeur ma a questo punto, se le proteste del CAI dovessero attecchire in Rai e nella produzione del programma, potremmo non vedere mai in onda le loro scalate.

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