Morta Liliana, la figlia del mattatore Totò. Fu la custode della memoria del padre

Prese il nome da un grande (e perduto) amore paterno, finito in tragedia

Morta Liliana, la figlia del mattatore Totò. Fu la custode della memoria del padre

Sono tanti i motivi per i quali dobbiamo ringraziare Liliana de Curtis, malata da tempo e morta ieri, a Roma, all'età di 89 anni. O meglio, Liliana Focas Flavio Angelo Ducas Comneno de Curtis di Bisanzio Gagliardi, a testimonianza dell'origine nobile del padre. Era l'unica figlia del grande Totò, che per lei aveva una venerazione. Un amore paterno corrisposto da Liliana, che era legatissima con papà Antonio. Le sue rughe, quando parlava di lui, si distendevano in un sorriso.

Una ambasciatrice della memoria di Totò, non solo come artista, ma anche come grande uomo. E' stata la promotrice di tante manifestazioni in ogni angolo d'Italia in ricordo del padre, nonché autrice di libri biografici, come il famoso Malafemmena, preziosa testimonianza del Totò privato. E' stata Liliana a lasciarci in eredità anche le ultime parole pronunciate dal padre, prima di morire: «Ricordatevi che sono cattolico, apostolico, romano». Un nome di battesimo, il suo, che non era casuale. Antonio de Curtis aveva deciso di chiamare così la figlia, in memoria di Liliana Castagnola, la soubrette che il 3 marzo del 1930 si era suicidata, per amore di Totò, avvelenandosi dopo avergli scritto una commovente lettera d'addio. De Curtis, sconvolto, non solo la fece tumulare nella sua cappella di famiglia, ma la omaggiò dando il suo nome alla figlia, nata dall'unione con Diana Bandini Rogliani.

Liliana aveva avuto anche dei trascorsi di attrice cinematografica. Il suo esordio risale al 1940, nell'indimenticabile «San Giovanni Decollato» con protagonista il padre; aveva, poi, bissato, nel 1954, con «Orient Express» di Carlo Ludovico Bragaglia. Avrebbe voluto proseguire, ma, come aveva confessato in una intervista, «papà, che era tanto geloso e che conosceva bene l'ambiente dello spettacolo, non mi diede mai il permesso di recitare». Infatti, ha dovuto aspettare di compiere i 60 anni per salire su un palco e recitare in «Pardon Monsieur Totò». Tanti i libri scritti da Liliana, che ci hanno lasciato un ricordo indelebile della grande umanità del Principe della risata. Come Totò a Prescindere, Ogni limite ha una pazienza e l'ultimo Totò mio padre.

Se ne è andata, senza aver realizzato il suo grande sogno. Quello di veder finalmente aperto il Museo dedicato a suo padre, il principe de Curtis, in arte Totò, nel Rione Sanità. Battaglia che negli ultimi anni è stata portata avanti anche dalla figlia terzogenita Elena Anticoli. Che, in una lettera commovente, alla mamma le ha scritto: «Mentre scrivo sento il tuo respiro flebile e stanco, a breve questo respiro non lo udirò più, ma mi pervaderà il sollievo, sollievo perché la tua sofferenza é terminata, apparterrai alla morte, sei diventa seria hai abbandonato le pagliacciate dei vivi».

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