Quando gli italiani conquistarono la Grecia a colpi di «Sagapò»

Matteo SacchiLa cosiddetta guerra di Grecia, iniziata il 28 ottobre 1940, è stato uno degli episodi più tragici e grotteschi del Secondo conflitto. L'Italia aggredì la Grecia senza motivi strategici, nella stagione sbagliata e su una direttrice d'invasione sbagliata. Per altro con forze inadeguate allo scopo. Andò come doveva andare, un inutile massacro nel fango. E terminò come doveva terminare, con un inviperito alleato germanico che ci levò dai guai con l'operazione «Marita». Iniziò con la capitolazione ellenica un'occupazione italo-tedesca condotta dai due invasori con metodi ben diversi. Questa bizzarra diarchia si concluse bruscamente l'8 settembre del 1943 quando i soldati italiani, grazie anche all'incapacità degli alti comandi, finirono macellati dalle preponderanti e vendicative forze tedesche.Di queste vicende si trova una sintesi, altamente letteraria, in Sagapò. Cronache della Guerra di Grecia (in allegato con il Giornale al prezzo di 7,60 euro più il prezzo del quotidiano) scritto da Renzo Biasion. Biasion è stato soprattutto un pittore di vaglia e un critico d'arte. Ma durante la guerra venne inviato proprio sul fronte greco. Visse quella lunga e snervante occupazione. La noia dei reparti messi a sorvegliare piccole isole perse nel Mediterraneo. Gli attriti con i tedeschi, il destino atroce dei soldati rastrellati dall'ex alleato, i bombardamenti. E anche l'amore (Sagapò, ti amo, nel greco stentato dei soldati italiani). Un amore d'accatto, spesso comprato, qualche volta rubato, rarissimamente duraturo e sincero. I racconti di Sagapò, restituiscono con forza espressiva la condizione di quegli uomini lontani da casa ma animati da una folle voglia di vivere. Tanto che queste storie brevi hanno ispirato Mediterraneo di Gabriele Salvatores. Ma se nel film di Salvatores la vicenda per quanto amara, ha un tratto lieve, nel testo di Biasion si respira un afoso senso di morte.

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